Ferrero si sfoga: «Sputo sangue per la Samp. Facciano un’offerta seria»

ferrero sampdoria
© foto Valentina Martini

Ferrero allontana la cessione: «Io e i miei collaboratori sputiamo sangue per la Samp, per me è diventata un figlio»

Ieri poteva essere una giornata decisiva per la Sampdoria, data la riunione fra lo stato maggiore blucerchiato e i rappresentanti di York Capital Management per la cessione della società. Le certezze su come siano andate le cose e su come proseguirà la trattativa con il fondo americano sono ancora poche, ma intanto il presidente blucerchiato Massimo Ferrero ha fatto sentire la sua voce in merito alla cessione: «Continuate tutti a scrivere che vendo la Samp, che l’ho già venduta, che la venderò tra poche ore. Ormai non ascolto neppure più questi annunci. L’unica cosa da fare è riderci su come abbiamo fatto in Lega a Milano con Preziosi. Ci siamo detti “Io ho il fondo inglese, tu quello americano, ma c’è anche qualcuno che ci mette i soldi visto che al momento non ne parla mai nessuno?”».

Addirittura Ferrero ha negato l’esistenza di ogni possibile offerta realmente concreta per l’acquisto della società: «Non c’è nessuna offerta concreta. E la cosa mi infastidisce perché, che piaccia o no a qualche tifoso che critica e spera in un cambio, io e i miei collaboratori da più di quattro anni sputiamo sangue per la Samp, lavoriamo 20 ore al giorno per farla crescere in tutte le sue componenti. Io vado e vengo da Roma in auto ogni settimana – continua Ferrero a Il Secolo XIX -, quattro ore per tratta, e lo faccio per non buttare al vento 500-1.000 euro che costa il volo diretto che sarebbe molto più comodo. Poi però di me si sottolinea solo la sparata, la battuta, mai calcoli e gli accorgimenti perché il bilancio sia da tre anni in attivo anche con piccoli risparmi come sul viaggio nessuno lo sottolinea. Tutto questo ha trasformato la società in un’azienda che fa utili e cresce come riconosciuto dai bilanci e dagli analisti».

Il numero uno della Sampdoria, insomma, sembra voler chiudere la porta a eventuali passaggi di mano: «La Samp è diventata un altro mio figlio perché succede così quando ti dedichi anima e corpo a qualcosa, che sia una società di calcio, una sala cinematografica o un’altra azienda. Qual è il prezzo della società? Non mi interessa neppure stimarlo, chi si occupa di queste cose sa bene che ci sono dei moltiplicatori da unire al fatturato e al bilancio per calcolare il valore di un club di calcio il quanto vale è un discorso relativamente semplice, molto più difficile mettere nero su bianco un’offerta, cosa che infatti non ho visto. Se la vogliono, facciano un’offerta seria. Se succederà, e se la cifra sarà equa per quello che vale la Samp, anche in termini di storia e di passione dei suoi tifosi – chiude Ferrero –, allora sarò il primo a comunicarvelo».


VUOI RESTARE AGGIORNATO SULLA SAMPDORIA? SCARICA LA NOSTRA APP!