Fifa, Infantino: «Coronavirus? Ha cambiato tutto. Dobbiamo proteggere il calcio»

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Gianni Infantino, presidente della Fifa, ha parlato dal palco dei Globe Soccer Awards: ecco il suo discorso di apertura

Gianni Infantino, presidente della Fifa, ha parlato in occasione dei Globe Soccer Awards di varie tematiche. Ecco il suo discorso d’apertura.

«Ci ha lasciati anche Paolo Rossi. Come italiano io stesso ricordo con amore quei momenti in cui insieme ai genitori guardavo la Coppa del Mondo del 1982. È stato un anno difficile, un anno in cui Beirut è stata messa in ginocchio. È un anno che ricorderemo a causa della pandemia, ci siamo resi conto di come ci sia qualcosa di più importante nel calcio. È la salute. Un piccolo virus ha messo in ginocchio il mondo intero, ora tutti dobbiamo indossare le mascherine e ringraziare quelle persone che hanno lottato come difensori che ci hanno permesso di rimanere in salute. Quest’anno il calcio può comunicare un nuovo messaggio di fratellanza e solidarietà. Tutti dobbiamo credere di nuovo che il mondo possa tornare alla normalità, che possiamo tornare a sperare e il calcio sta dando speranza. Stiamo giocando davanti a stadi vuoti, ma ci sono milioni di spettatori che sperano di tornare alla normalità e noi stiamo lavorando per riportarli negli stadi. Nella FIFA abbiamo realizzato un pacchetto di sollievo al COVID per aiutare i giocatori di tutto il mondo, non solo professionisti, per mantenere la fiamma del calcio in vita. Questo lockdown ci ha permesso di riflettere sul futuro, ma il calcio è la cosa più importante delle cose meno importanti e forse dobbiamo riconsiderare il modo in cui abbiamo organizzato il calcio finoa. Dobbiamo proteggere il gioco e i calciatori, forse dobbiamo ripensare ai formati delle nostre competizioni e come trovare un bilanciamento migliore tra i club e le Nazionali, tra campionati e coppe, tra competizioni lunghe e corte. Dobbiamo ridurre i viaggi per preservare la salute e dobbiamo mettere in dubbio tutto quello che noi la FIFA, la Lega, tutto quello che hanno fatto negli ultimi anni. Il mondo sta cambiando velocemente e vuole più emozioni».