Dai fondi d’investimento alla cessione Samp: Fiorentino spiega tutto

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© foto Paolo Fiorentino - foto Twitter

Il nuovo vicepresidente vicario Paolo Fiorentino: «Nessuna trattativa per la cessione della Sampdoria». E su Ferrero assicura: «È uno specialista»

Tra i nomi che più saltano all’occhio, leggendo il nuovo CdA della Sampdoria, rientra certamente quello di Paolo Fiorentino. L’ex ad di Carige e Capitalia, con un trascorso in Unicredit e figura centrale nella cessione della Roma a James Pallotta nel 2014, non è entrato per caso a far parte del club blucerchiato: «Conoscevo da tempo sia Ferrero che Romei. Un’accoppiata vincente. Erano a conoscenza della mia esperienza nel board della Roma. Mi è stata fatta questa richiesta, accolta con stima e simpatia. La qualifica di vicepresidente vicario è stata una sorpresa per me. Il calcio è una mia passione, al quale mi approccio con la mentalità del business. Non è un gioco, ma un lavoro. La Samp ad esempio ha le caratteristiche di una media azienda italiana. Deve coniugare le soddisfazioni sportive con risultati finanziari. Quello che sta facendo Ferrero».

Fiorentino si definisce “napoletano e maradoniano”, ma non può dimenticare la Sampd’oro: «Ho avuto un’enorme ammirazione per Vialli e Mancini. Sono stati un po’ l’elegia del calcio: belli, giovani e sfrontati, nell’immaginario collettivo hanno cambiato, per qualche stagione, l’ordine naturale degli equilibri del calcio». Un calcio d’altri tempi, con presidenti d’altri tempi: «Il calcio dei mecenati è scomparso. Ora ci sono i grandi fondi che si avvicinano al calcio con logiche diverse. Parlando di Sampdoria, non c’è, da parte della proprietà, nessuna agenda aperta su questo argomento. Si è appena conclusa l’ennesima stagione con il bilancio in positivo e i risultati calcistici sono ottimi. L’equazione perfetta. La fine dell’era dei mecenati impone i bilanci in ordine, è una questione di sopravvivenza. Quanto alla mia esperienza con la Roma – taglia corto il nuovo dirigente blucerchiato – è lì, in un cassetto».

Fiorentino passa poi a spiegare per quali ragioni un fondo d’investimento dovrebbe essere interessato a rivelare una società calcistica: «Le variabili sono tre. Un soggetto che intende investire nello sport e ha l’esigenza di sostenere o riposizionare un brand, e il calcio è uno dei veicoli più conosciuti; poi c’è la possibilità di trasformare l’investimento calcio in un investimento immobiliare; terzo, la compravendita dei giocatori può generare profitti. Si possono avere bilanci in ordine e produrre utili. È un business che sembra semplice, ma che in realtà è mestiere per pochi. E in questa Samp ho trovato tanti specialisti, in primis Ferrero». Fiorentino vive a Genova da diversi anni ed è forte il legame con la città: «È nel mio cuore. La proposta di Ferrero mi dà la possibilità di continuare a frequentare la città e tante splendide persone che ho conosciuto. Edoardo Garrone? Anche lui, ma non abbiamo mai parlato di Samp».


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