Calciomercato
Fredberg: «La rosa è competitiva! Puntiamo ad arrivare nelle zone alte. Tifosi? Dimostreremo il nostro valore»

Jesper Fredberg, ceo dell’area football della Sampdoria, è intervenuto sui canali ufficiali del club facendo il punto sulla situazione
Sono state diverse le tematiche affrontate da Jesper Fredberg in un’intervista rilasciata ai canali della Sampdoria. Di seguito le dichiarazioni del ceo dell’area football blucerchiata:
DIFFERENZA RISPETTO ALLA PASSATA STAGIONE E SOCIETA’ – «Non c’è dubbio che ci sia una grande differenza rispetto allo scorso anno. Possiamo partire dall’alto: ora c’è chiarezza sulla proprietà. Abbiamo un unico proprietario, Joseph Tey. Abbiamo un Consiglio di Amministrazione che rappresenta quella componente. Abbiamo due amministratori delegati: il CEO per la parte Sport, che gestisce l’area calcistica, e il CEO per la parte Non Sport, quella aziendale, che si occupa di quell’aspetto. e poi abbiamo costruito la struttura nel settore sportivo con un Direttore Sportivo e un Direttore Tecnico. Abbiamo un apparato che si occupa del calciomercato e di come gestirlo, e i vari dipartimenti ora hanno un responsabile ciascuno. Questo ci rende più facile essere allineati, sia nella comunicazione, sia nel comprendere dove vogliamo andare e come arrivarci».
PIANIFICAZIONE E CONOSCENZA DELL’AMBIENTE – «In questa sessione di mercato per noi era fondamentale tracciare una strategia chiara su come affrontarla. Naturalmente mi dà molta più sicurezza il fatto di essere nel club già da un anno. È un club speciale sotto tantissimi aspetti bellissimi, ma è anche un club complesso. Più impari a conoscerlo, più diventa facile prendere decisioni forti e, si spera, giuste per la società».
GIOCATORI DI PROPRIETA’ E PROGETTO – «Per noi la linea guida del mercato è stata cercare giocatori che volessero davvero venire alla Sampdoria. Non soltanto per la storia o cose simili, ma per il futuro: cosa possiamo prospettare per il domani di questo club e chi vuole farne parte? Per questo è stato fondamentale individuare profili da acquistare, preferibilmente, a titolo definitivo, disposti anche a mettersi in gioco. Possono perdere con noi, ma possono certamente anche vincere con noi. Era questa l’ambizione che volevamo trasmettere: portare qui elementi pronti a prendersi un rischio con noi, ma per restare. Riteniamo che sia la strada migliore per fare risultati e per restare in linea con le ambizioni della proprietà, che punta ad essere, nei prossimi due anni, in una posizione ben diversa da quella attuale».
VALORE DEL CLUB E GIOVANI – «Crediamo che sia più semplice ottenere risultati sul campo e valorizzare l’ambiente puntando su giocatori di nostra proprietà, così da accrescere il valore del club e compiere un ulteriore passo in avanti. Quindi, in sintesi: più calciatori a titolo definitivo e meno prestiti. All’inizio volevamo anche testare alcuni dei nostri giovani, ed è stato un bene farlo perché la rosa era ridotta all’osso. Ne abbiamo approfittato per aggregare diversi ragazzi e dare loro il giusto merito. Krastev rappresenta un ottimo esempio in questo senso: gli abbiamo offerto un nuovo contratto a lungo termine perché vediamo in lui un grande potenziale».
INSIGNE – «Ciò che abbiamo ritenuto interessante di lui è che porta leadership ed esperienza. Inoltre sa cosa significa performare in Italia. Ciò che mi ha impressionato di più sono stati i suoi ultimi sei mesi al suo rientro in Italia: ha avuto un grande impatto, pur non essendo l’unico, nella svolta di un club che la maggior parte delle persone dava già per spacciato, e che improvvisamente è diventato una minaccia per diverse altre squadre del campionato. Per noi è stato molto interessante notarlo. Con tutti i nuovi arrivi che sapevamo avremmo inserito in rosa, per noi era fondamentale portare un profilo che sapesse cosa significa rendere ad alti livelli, ma anche guidare il gruppo, a volte in campo ma anche fuori dal campo. Riteniamo che Lorenzo possieda molte di queste qualità. Personalmente non vedo l’ora di vederlo al massimo della condizione mentale scendere in campo e fare bene per noi. È un innesto importante anche dal punto di vista umano».
IMPORTANZA NUMERO 9 E LAURITSEN – «Ciò di cui siamo rimasti delusi era la nostra incapacità di segnare gol, e se c’è qualcosa che io amo, che la gente ama e che i nostri tifosi amano, è vedere la squadra segnare. Vogliamo condividere queste gioie e festeggiare insieme. Trovare un numero 9 per noi era davvero fondamentale, ed è stata una priorità fin dall’inizio del mercato perché sapevamo che non ce ne sono molti in giro con quella qualità. Tobias è stato la nostra priorità numero uno fin dai primi giorni. C’è voluto un po’ più di tempo con lui perché c’era una forte concorrenza per prenderlo, ed è una delle cose che ci rende davvero orgogliosi: essere riusciti a battere la concorrenza di altri club provenienti da campionati superiori nella corsa per un giocatore del genere. Ma va anche rispettato il fatto che lui stesso ha grande fame di venire qui e fare bene per noi. È un fattore cruciale per noi: nel 4-3-3 ci serve un 9. Abbiamo una prospettiva diversa sul ruolo del centravanti, ma lui ci garantisce punti di forza ben precisi nel suo gioco. Ed è per questo che era importante bloccarlo rapidamente. Con i giocatori che ha intorno, crediamo di poterlo valorizzare molto a livello individuale in diverse zone di campo, ma anche in un contesto collettivo: con la palla saprà creare spazi anche per i compagni».
STILE DI GIOCO E VERSCHAEREN – «Portare calciatori che si adattino al nostro stile di gioco — e anche alla mentalità che vogliamo mostrare alla gente qui — significa che vogliamo controllare quante più partite possibile. Per farlo avevamo bisogno di giocatori dall’elevato tasso tecnico e Yari Verschaeren è un profilo che si adatta perfettamente a questo identikit. È dotato di grande talento tecnico e ha una grande visione di gioco. Ho avuto il piacere di lavorare con lui per due anni e mezzo all’Anderlecht e lo conosco non solo come calciatore, ma anche come persona. Questo è un altro aspetto fondamentale per noi: ci servono elementi che sappiano rendere in campo, ma che siano anche persone in grado di dare qualcosa al club e che si integrino bene nell’ambiente. Yari ha un potenziale enorme secondo me; la gente lo ha visto molto presto nella sua carriera, poi è stato sfortunato con gli infortuni.
MEIJER – «Penso che per noi ci fossero delle posizioni nel mercato in cui era davvero importante vedere se potessimo trovare giocatori capaci di inserirsi, creare una forte competizione e magari persino rinforzare il ruolo. Per noi il terzino sinistro era importante, avevamo solo un giocatore a coprire quella posizione. Bjørn Meijer era un giocatore che speravamo potesse essere un’opzione, pur sapendo che sarebbe stato difficile. Ma per noi è un candidato perfetto: è giovane, ha già molta esperienza in campionati di alto livello e anche a livello internazionale».
GESTIONE ROSA, COMPETIZIONE E INFORTUNI – «Se guardiamo alla nostra squadra e alla sua dimensione attuale, il nostro obiettivo era renderla più snella e più competitiva. Penso che siamo riusciti a fare un bel pezzo di strada in quella direzione. Ora abbiamo ricambi in tutti i ruoli che volevamo, e questo è stato un fattore chiave per noi. Poi, se mi chiedeste se siamo completamente a posto con tutto, no, non lo siamo: ci sono ancora cose che vorremmo cambiare e fare, ma a volte non è possibile per varie ragioni, e allora sfruttiamo le possibilità che abbiamo. Però sono davvero molto contento delle dimensioni attuali della rosa, a parte forse uno o due giocatori di troppo, ma questo è derivato anche dagli sfortunati infortuni nelle ultime partite, dove abbiamo dovuto reagire piuttosto velocemente per assicurarci di avere una squadra pronta ad scendere in campo e competere. Quindi era importante per noi avere equilibrio nella rosa, ma anche un alto livello di competizione al suo interno. Non vedo l’ora di rivedere la squadra al completo quando tutti saranno pronti, perché allora penso che vedremo un gruppo davvero interessante, capace di spingersi a vicenda verso traguardi che non vedevamo da molto tempo da queste parti».
NUOVI INNESTI E DIFFICOLTA’ INIZIALI – «Ciò che mi rattrista è il fatto di non sentire che abbiamo avuto la possibilità di mostrare davvero alla gente: “Sentite, questo è ciò che porteremo ora”. E mi dispiace per il mio staff attorno a me, i collaboratori, i giocatori, perché anche loro vogliono fare prestazioni, ma anche dall’esterno per i nostri tifosi, perché il supporto che abbiamo avuto a Cesena e in casa è da top. E la nostra ambizione più grande è proprio restituire loro qualcosa, questo è tutto ciò che vogliamo fare. Sento un po’ come se avessimo giocato con gli scarpini sbagliati, perché non siamo stati in grado di entrare a pieno regime con la potenza che sappiamo di avere».
PRESTAZIONI, RISULTATI E PROSPETTIVE FUTURE – «Dal punto di vista delle prestazioni vediamo molte cose buone attorno a noi; dal punto di vista dei risultati non è ciò che volevamo e non è ciò in cui speravamo. Ma ciò che mi dà conforto è che posso vedere individualmente nei giocatori un livello davvero, davvero alto in questi ragazzi. E quando riusciremo a mettere tutto questo insieme, allora sono sicuro che avremo anche più continuità».
OBIETTIVI E AMBIZIONI DELLA SQUADRA – «Vogliamo essere lassù in classifica, vogliamo che sia divertente giocare. Vogliamo vincere decisamente più di quanto abbiamo fatto la scorsa stagione, e io voglio essere in una posizione in cui si parla di promozione, di play-off, e in cui guardiamo in alto invece di guardare in giù. Questo deve essere l’obiettivo per noi anche con questa squadra. Vogliamo avere una squadra che lotti per posizioni in cui sia divertente stare, e penso che possiamo aspettarcelo e sperarlo per questa stagione».
CRESCITA E GESTIONE DELLE DIFFICOLTA’ – «Ma so anche che non basta cambiare 11 o 12 giocatori in entrata, 10 in uscita, un nuovo staff e tutto il resto per poi accettare semplicemente che “ok, ora tutto è perfetto”. Non succede da nessuna parte e probabilmente non succederà neanche qui. Ma di sicuro faremo dei passi nella direzione giusta ora, possiamo vederlo, e questo ci dà molto conforto. Non sarà una scusa per noi su questo aspetto, perché saremo lassù dove vogliamo essere. Con l’inizio che abbiamo avuto, tra infortuni e cose simili, ok, non abbiamo ottenuto ciò che volevamo all’inizio, ma sappiamo che ci arriveremo: questa è la cosa principale per noi».
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