Giampaolo incredulo: «Il Genoa tifa per noi? Pazzesco»

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Giampaolo in conferenza stampa prima di Samp-Empoli: «Andersen non c’è, Ferrari farà l’allenatore. Soddisfazione pensare che il Genoa tiferà per noi»

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Sampdoria-Empoli sarà la penultima partita in programma tra le mura del “Ferraris” per la stagione 2018/19. Il tecnico blucerchiato Marco Giampaolo ha presentato in conferenza stampa i temi legati alla sfida contro la squadra toscana: «Lo spirito deve essere sempre quello giusto. Anche domenica scorsa la squadra ha giocato in maniera seria. Hanno lavorato bene, con responsabilità. Nei comportamenti settimanali e giornalieri la squadra dimostra sempre di avere senso del dovere e del rispetto. È il solito mantra che ripeto ai calciatori: essere professionali, il rispetto per la maglia, per i tifosi, il rispetto della propria immagine, la possibilità di migliorare la classifica dello scorso anno».

Poi una rapida analisi sugli avversari: «L’Empoli è una squadra che gioca a calcio, anche molto bene. Mi piace per le idee e la mentalità. Vanno a giocarsela e fa parte del suo DNA. È una squadra sempre difficile da affrontare, forse lo scontro diretto contro la Spal gli ha pesato nella rincorsa. È una squadra che sa giocatore e vuole metterti in difficoltà. E di qua c’è una squadra che vuole migliorarsi». Oltre allo squalificato Omar Colley, l’unico assente certo sarà Joachim Andersen: «Non è convocato – conferma Giampaolo -. Quagliarella è quello sicuramente più motivato, ma l’obiettivo è personale. Al centro della squadra c’è l’insieme, c’è l’obiettivo di squadra. A prescindere che uno faccia 30 partite o zero, il gruppo deve mantenere alta l’intensità. Tutti sono importanti, seppur in maniera diversa. Ramirez è a disposizione, ma devo ancora valutare le condizioni di qualcuno che non ha ancora recuperato. Possiamo giocatore con un trequartista di ruolo oppure con un tridente atipico».

Quella di domani sarà una gara importantissima per le zone basse della classifica: «È una soddisfazione pensare che il Genoa faccia il tifo per noi. La butto sull’ironia perché è così che bisogna prenderla. Se dovessi dare peso alla domanda mi offenderei per me e per la squadra. Sarebbe un’offesa e un insulto paventare l’idea che si perda apposta. L’aspetto professionale è al di sopra di ogni sospetto. Questo fa parte della mia cultura, di quello che mi hanno insegnato. Queste sono cose che mi rimbalzano – precisa Giampaolo -pensare che i genoani facciano il tifo per la Sampdoria può essere motivo di soddisfazione».

Il tecnico doriano torna a parlare dell’ultima partita disputata: «A Parma la squadra ha fatto una grande prestazione, il risultato non ci ha premiato ma la partita c’è stata. C’è chi può dire che non c’era un obiettivo e quindi ha un peso diverso, ma gli ingredienti di quella partita sono tanti e belli. Ferrari? È la dimostrazione di quello che dico da sempre: lavora bene, in silenzio, è intelligente, riflessivo, razionale. Ha tutte le caratteristiche per fare in un futuro l’allenatore. È uno che ragiona. Sono felice di come ha giocato le ultime partite, sono piccole rivincite di chi sta lì e lavora. Non l’ho mai abbandonato, l’ho sempre incitato a migliorare. Raccolgo la soddisfazione nella sua tenacia. Non si è mai lasciato andare e sono contento per lui».

Un’ultima battuta sul proprio futuro, ancora in bilico tra la permanenza a Genova e l’addio: «Ne parleremo quanto sarà il momento. Tra Chievo e Juventus ci incontreremo e ne parleremo. Dovrò parlare con il presidente, ci confronteremo. Io credo che tutti debbano avere forti motivazioni a migliorarsi. L’ordinario ci appiattisce e a me l’ordinario non piace. Avremo modo di confrontarci, parlare e decidere con grande serenità. Io con la società non ho problemi e non le rimprovero nulla. E non ho nemmeno diatribe. Alzo l’asticella con me stesso, con i calciatori. I tifosi sono i primi a farcela alzare. Vediamo, ci confronteremo con serenità. Nessuno alza i toni», ha concluso Giampaolo.


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