Ferrari sottotono: Giampaolo rilancia Andersen

Andersen Sampdoria
© foto FC Twenter TV

Verso Sampdoria-Bologna, un Ferrari sottotono contro la Juventus potrebbe lasciare spazio ad Andersen

La prestazione contro la Juventus può essere divisa in due parti: fino al gol – quasi allo scadere dei primi quarantacinque minuti – i blucerchiati hanno offerto un buon palleggio, un ottimo fraseggio tra i reparti, una difesa alta e attenta e poche occasioni concesse ai bianconeri. Dopo il gol – a prescindere che sia viziato dal fallo di mano, come ammesso da Giampaolo – la Sampdoria ha cambiato volto, complice l’ingresso di un talento come Douglas Costa, diventando meno propositiva in fase offensiva e meno attenta nella retroguardia. Chi ha sofferto, in tutto l’arco della gara, è stato Regini che sistematicamente perdeva Cuadrado in velocità, dopo l’ingresso di Douglas Costa anche Sala sull’altra fascia ha cominciato ad avere parecchi problemi. Non sono esenti da colpe nemmeno i centrali: Silvestre non può fare tutto da solo e Ferrari si perde colpevolmente Howedes sul raddoppio e Khedira per la terza rete.

Giampaolo, nella conferenza di presentazione del match – interrogato sull’incombente infrasettimanale che avrebbe seguito la Juventus -, aveva sottolineato di non fare calcoli riguardo chi schierare, ma che alcuni giocatori meno utilizzati, come Strinic, avrebbero avuto la loro occasione di scendere in campo da titolari in ottica del doppio confronto ravvicinato. Oltre al terzino croato anche Andersen, ottimo nella partita disputata contro l’Atalanta, potrebbe ottenere una maglia da titolare e prendere il posto di Ferrari già dalla partita contro i rossoblù. Contro gli orobici aveva giocato assieme a Regini, sostituendo Silvestre, ma al momento è difficile pensare che  Giampaolo – dopo la prestazione contro la Juventus – voglia riproporre il terzino italiano nel suo ruolo naturale. Con l’auspicabile ritorno di Bereszynski, la difesa dovrebbe cambiare almeno per 2/4 con Silvestre titolare, Andersen al suo fianco e il ritorno dal primo minuto di Strinic.

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