Il commento tecnico: Effetto Derby

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Tre punti che non sono semplici tre punti. E’ il Derby e sappiamo tutti benissimo l’importanza che ha, non solo come romantica battaglia sportiva cittadina, ma anche, se non soprattutto, in termini di classifica. Il Doria aveva un disperato bisogno di questa boccata d’ossigeno, di questa iniezione di fiducia. Aveva bisogno anche della bella storia di Puggioni, giocatore-tifoso protagonista assoluto della serata. Una notte così arriva come manna dal cielo. Per tutto l’ambiente e per la squadra in primis. 

 

Il Genoa è una squadra molto forte. Il primo tempo, spettacolare per ritmi e occasioni da gol, si è sviluppato in netta controtendenza rispetto ai Derby precedenti. Entrambe le formazioni hanno cercato la vittoria, picchiandosi in maniera leale, puntando dritte al cuore l’una dell’altra. Si è giocato a calcio, concedendo molto in fase difensiva a beneficio di uno spettacolo calcistico davvero notevole. Bravo anche l’arbitro Tagliavento a comprendere perfettamente il mood della partita. Il Doria ha faticato tantissimo sulle fasce laterali, dove Regini e Sala hanno subito in maniera pesantissima Edenilson e Laxalt. I fattori scatenanti di questi mismatch sono due: il ritmo altissimo tenuto dal Genoa a metà campo, che ha costretto i laterali difensivi a stare troppo stretti a protezione dell’area, e le precarie letture dei due terzini doriani, non propriamente sul pezzo come troppo spesso accade nell’ultimo periodo. Il Genoa, dall’altra parte, ha lasciato molti uno contro uno difensivi, rischiosissimi in svariate situazioni, soprattutto grazie alle ottime doti tecniche di Fernandes e Muriel, bravissimi in fase offensiva e sempre cinici nel loro attaccare frontalmente l’avversario. Un primo tempo ricco di grandi emozioni in cui, forse, la Samp è stata troppo in balia dell’avversario sulle fasce laterali.

 

Nella ripresa Giampaolo ha sistemato le cose, abbassando un pò la pressione e la linea dei centrocampisti, permettendo così ai terzini doriani di occuparsi prevalentemente dei loro diretti avversari di zona. Nella ripresa il Doria ha controllato il gioco perfettamente, senza rischiare più nulla. Grandissimo, soprattutto, il lavoro delle punte Muriel e Quagliarella in fase difensiva. Lasciare il gioco al Genoa e attaccare in ripartenza è stata una mossa furba e intelligente di Giampaolo, finalmente connesso al 100% con l’inerzia della gara. I cambi sono stati piuttosto azzardati, soprattutto Palombo e Djuricic, ma, alla fine, hanno pagato dividendi nello sviluppo delle loro prestazioni. La mancata partecipazione di Praet, invece, mi lascia molto perplesso. Lo spirito di gruppo, la lotta e la rabbia agonistica non sono mancati, incarnati figurativamente dalla prestazione maiuscola di Barreto, mai così in palla da quando è in blucerchiato.

 

Per la prima volta dopo alcuni anni il Derby è stato bello da vedere e da vivere, calcisticamente parlando. Due squadre che si fronteggiano a viso aperto, senza fronzoli, con grande qualità e tecnica individuale. Ha vinto la squadra più continua, quella che ci ha creduto di più. Un bel passo in avanti per la Sampdoria dal quale sarebbe meglio non tornare indietro. Per una volta sfruttare l’effetto Derby non sarebbe una brutta cosa.