Il coraggio delle idee paga: Genova è solo blucerchiata

giampaolo
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“Dimmi che può ancora vincere chi ha il coraggio delle idee”.
L’ho detto quando presentai il mister, lo ribadisco adesso. Marco Giampaolo è l’uomo delle scelte impopolari e coraggiose, scelte che finalmente lo stanno portando a vincere le sfide. 

Scelte coraggiose in primo luogo perché contro se stesso. Per un integralista del modulo e dei giocatori, relegare il proprio pupillo in panchina in favore di un giocatore che mai aveva usato dal primo minuto è una decisione che non può passare inosservata. Come ha avuto allo stesso modo il coraggio di puntare ancora una volta sul suo Silvestre, nonostante non si allenasse da una settimana, nonostante il rischio di mandare in campo un giocatore completamente impreparato fosse altissimo e la figuraccia – per mister e calciatore – dietro l’angolo. Ma «I giocatori sono sempre stati con me», come affermato in conferenza stampa, e questo forse è stato il più grande elemento di forza per lui, più ancora della preparazione della partita, più ancora dello studio dell’avversario.

Ora però non bisogna perdere la via, non bisogna lasciarsi andare con a fantasia. Perchè lungo è ancora il cammino e il prossimo avversario si chiama Juventus. La Vecchia Signora ferita dopo la sconfitta contro il Milan che avrà sicuramente voglia i non perdere la vetta. Martedì il Milan, a meno 2 in classifica, contro il Genoa potrebbe rischiare il momentaneo sorpasso. La Juventus con le unghie e con i denti vorrà mantenere il primato. Giampaolo dovrà saper leggere la gara alla perfezione come ha fatto ieri sera, in un derby per diversi aspetti unico.

Unico perché a vestire i panni del leader in campo, del vero trascinatore, è stato finalmente Luis Muriel: con un colombiano così non ce n’è per nessuno. Unico perché da parte di ambo le squadre il calcio ha prevalso sui calci: nonostante l’agonismo e la tensione la gara è stata godibile, dai ritmi alti e intensi. Giampaolo è riuscito a bissare l’impresa di Ciro Ferrara del 2012: con una squadra in apparenza destinata all’altare del sacrificio ha battuto scetticismo e pronostici regalando ai tifosi una vittoria memorabile, vittoria che casalinga, in un derby, mancava proprio da allora. E poi c’è Armando Izzo, che ha scelto di ripercorrere le orme di Cesare Bovo: come non dargli torto, del resto? In gare come questa, a segnare sotto la Nord, c’è più gusto.

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