Il pagellone di SN24 – Nicola Pozzi

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Al cuor non si comanda, si diceva una volta. Diciamo che di fronte all’evidenza palese, forse, non si può far altro che seguire il cervello. In quest’eterna dialettica tra ragione e sentimento, Nicola Pozzi ci ha rimesso quest’anno la piazza blucerchiata. Il numero 9 blucerchiato ha iniziato l’anno ben sapendo qual’era la sua posizione: dopo la stagione travagliata dell’anno scorso e i sei mesi infruttuosi a Siena, il centravanti è tornato a Genova conscio di essere in fondo alla griglia degli attaccanti del Doria.

Ciò nonostante, Pozzi c’è sempre quando storicamente serve. C’era quando Antonio Cassano era stato punito da Delneri nell’anno dei preliminari di Champions League e lui segnò due gol fondamentali nelle trasferte di Udine e Siena. C’era quando segnò sia contro il Brescia che nel derby in quelle che ci illudevamo fossero le reti giuste per salvarci dalla retrocessione. C’era nella magica notte di Varese, quando il suo urlo strozzato ci regalò il ritorno nella massima serie tramite l’appendice dei play-off.

Insomma, per la Samp nel momento del bisogno, c’è sempre stato. E anche quest’anno, seppur in maniera minore, ha trovato la maniera di mettere il suo timbro al posto giusto. Ottobre 2013, stadio Armando Picchi di Livorno: la Samp è stata appena ripresa dai padroni di casa con un gol di Siligardi al 93′. Sembra finita, ma Regini ha uno spunto e si guadagna un calcio di rigore al 95′. E’ un pallone pesantissimo, ma Pozzi – entrato da pochi minuti – si prende la sfera e la butta dentro con un rigore dei suoi: mille passetti, di quelli che ti fanno venire un infarto. Poi il solito calcio, tra il centrale e il poco incrociato a sinistra. Ma la palla entra, Bardi si dispera e Nick ci regala la prima vittoria della stagione.

In realtà aveva segnato la settimana prima, ma una bizzarra decisione di Gervasoni gli aveva tolto il primo sigillo stagionale. Poco importa: la domenica dopo, a Marassi contro il Sassuolo, si ripete con un colpo di testa su sponda di Costa. Sembra la volta buona per esplodere anche in A, ma Rossi viene esonerato e Mihajlovic gli dà un paio di partite prima di trovare l’assetto definitivo. Per altro, i soliti infortuni lo perseguitano anche in questa stagione e non lo si vede molto in campo.

A fine gennaio, il cuore non solo viene messo da parte, ma deve essere così. Dopo quattro anni e mezzo, con un piccolo intermezzo in Toscana, la Samp e Nicola Pozzi si dicono addio. Stefano Okaka arriva da Parma, Nick fa il tragitto inverso da Genova. A conti fatti, è andata bene sia alla Samp che all’ex numero 9 blucerchiato: i blucerchiati hanno adesso un ragazzo che promette bene, mentre Pozzi – se rimarrà a Parma – giocherà nuovamente l’Europa League con il Parma.

Per ora non ha ancora calcato il campo con la maglia dei ducali, ma spero per lui che possa far bene. E’ stato difficile andar via Nicola Pozzi, ma è stata la cosa giusta. Dopo 32 gol in 101 incontri, il centravanti e la società si sono lasciati. Uno di quegli amori che è durato, ma che non sempre è stato apprezzato. Vero, Pozzi ha avuto i suoi problemi, ma in fondo ha trovato il modo di lasciare un’impronta. Gli voglio dare un sei di stima e ringraziamento, perché comunque senza il suo apporto (assist a Trieste contro il Cagliari, assist a Sansone contro il Torino al Ferraris), forse piangeremmo una classifica peggiore. Grazie, Nick: è stato bello finché è durato.

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