Il riscatto di Sala: «Merito di Giampaolo». E le voci sulla cessione…

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Da bersagliato a stimato, la storia di Sala: «Rapporto con l’ambiente non facile, ma Giampaolo mi ha aiutato»

L’avventura di Jacopo Sala alla Sampdoria ha vissuto di alti e bassi. Poche possibilità di mostrarsi, alcune prestazioni sottotono e insistenti voci che lo avrebbero voluto lontano da Genova non hanno permesso al terzino di entrare nelle grazie dei tifosi blucerchiati, i quali si sono però ricreduti dopo le sue ultime uscite. Adesso Sala è una valida alternativa di Bartosz Bereszynski, in grado di dare sicurezza come prima non accadeva. Il merito è, indubbiamente, del tecnico Marco Giampaolo: «Non è stato un rapporto facile con l’ambiente in certi momenti, qualche prestazione mi aveva fatto entrare nel mirino, Giampaolo mi ha dato una grossa mano per fare in modo che non mi sentissi mai messo in discussione e questo ha avuto un grande effetto sulla mia autostima».

«L’aspetto mentale fa la differenza, a volte puoi sentirti bene fisicamente ma comanda sempre la testa. Diciamo che l’iniezione di fiducia di Giampaolo è stata fondamentale e non smetterò mai di ringraziarlo. Lui è sempre stato bravo a dare possibilità e aspettare tutti. È il primo che sa ciò che chiede alla squadra necessita di tempo per impararlo. È ovvio che vorremmo giocare tutti dall’inizio ma ci ha insegnato ad aspettare». Con Giampaolo è impossibile risentire delle voci sulla cessione societaria: «Sposta tutti i discorsi sul campo, ti fa sentire il progetto e questo tiene fuori tutto ciò che non è il campo».

A Sala va il merito di aver sopportato le pressioni e offerto un’altra grande prova contro il Milan: «La vittoria pesa tanto, ci dà consapevolezza nei nostri mezzi e quindi è carica in più. Consideriamo che dopo le nazionali è sempre difficile tornare in palla e noi ci siamo riusciti alla perfezione. E poi vincere così, col Milan che ci aveva sempre battuti quest’anno, è una soddisfazione». E l’Europa League è l’obiettivo: «Abbiamo fatto un salto di qualità, si è visto quest’anno da come affrontiamo le piccole e le trasferte, che prima erano i nostri punti deboli. Abbiamo raggiunto un livello di consapevolezza nei nostri mezzi superiore e questo ti fa andare oltre», conclude ai microfoni del Secolo XIX.