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Inter-Sampdoria, Quagliarella: «Segnare è bello, ma è meglio vincere»

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Inter-Sampdoria, Quagliarella commenta la gara giocata a San Siro: un rammarico per quella mezz’ora regalata, un pensiero per Giampaolo

Inter-Sampdoria è una partita che si può vedere da più angolazioni. L’Inter ha preso pali e traverse, la Sampdoria è stata arrembante nel secondo tempo e nei primi quindici minuti dopo il fischio d’inizio. I blucerchiati hanno concesso un po’ troppe seconde palle, piccoli dettagli che poi alla fine condizionano una partita. Dentro una gara ci sono tantissimi dettagli che possono far pendere l’ago della bilancia da una parte piuttosto che dall’altra. Il secondo tempo è stato un crescendo blucerchiato, sono tornati i principi di gioco chiesti da Giampaolo, la squadra è tornata a macinare gioco e trovare i gol. Quagliarella, alla sua quinta rete contro i nerazzurri, combatte come un leone, Caprari subentra ed incide con buone idee, Kownacki un lampo a ciel sereno che riapre le speranze dei blucerchiati.

La Sampdoria c’è, come afferma il numero 27 intervenuto ai microfoni di Sky Sport: «L’età avanza e devo far vedere che per togliermi il posto è dura – scherza in apertura -. Peccato aver preso quel gol ad inizio secondo tempo, eravamo partiti bene, poi abbiamo regalato mezz’ora. Però abbiamo dimostrato che se giochiamo come sappiamo possiamo mettere in difficoltà chiunque. San Siro è uno stadio che adoro particolarmente, mi piace di più quando faccio gol e porto a casa un risultato positivo, purtroppo oggi non è andata così. Zapata è uno che tiene botta e a cui piace partire palla al piede facendo sentire la sua fisicità io provo a stargli vicino sopratutto perchè sulla fascia qualcuno deve esserci sempre per essere pronto a crossare, con Caprari invece possiamo giocare più palla lunga aggiungendo un’ulteriore opzione. Giampaolo rispetto al passato, all’Ascoli, è cambiato totalmente: capisce le caratteristiche dei giocatori e ci cuce un vestito addosso. A noi attaccanti chiede pressione, dobbiamo stare bene fisicamente se no usciamo con i crampi. È cambiato in senso positivo. Il mister fa rendere tutti bene, le sue idee sono stupende: personalmente quando scendiamo in campo sappiamo sempre cosa dobbiamo fare, ma anche e soprattutto possiamo divertirci».

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