Jankto c’è: «Vedrete il vero Kuba». E su Giampaolo…

Jankto Sampdoria marcatori
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Il centrocampista della Sampdoria racconta le sue sensazioni al termine del ritiro estivo. Poi azzarda il paragone tra Di Francesco e Giampaolo

Jakub Jankto è tornato. Per il centrocampista ceco della Sampdoria, il prossimo deve essere l’anno della consacrazione: «Spero che quest’anno vedremo il vero Jankto. Mi sento bene, c’è un nuovo allenatore e ho sensazioni molto positive. Stiamo lavorando tantissimo, più dell’anno scorso. Mi alleno sempre, anche in vacanza, ma la preparazione di questa stagione è la più importante della mia vita e ho forzato. L’anno scorso non è andato come tutti volevamo: ho pagato il sistema di gioco di Giampaolo, in cui i centrocampisti dovevano stare molto chiusi e stretti. Il 4-3-3 sembra fatto apposta per me, adoro inserirmi, sovrappormi con l’ala, correre in verticale. Esattamente quello che vuole Di Francesco. Il suo approccio mi piace, amo il confronto».

Il rapporto non è stato dei migliori, ma Kuba non dimentica gli insegnamenti dell’ex tecnico doriano Marco Giampaolo: «Devo comunque ringraziarlo perché mi ha insegnato tante cose nuove che non avevo mai fatto prima e questo mi ha reso più completo, anche se inizialmente è stato molto difficile e ho giocato poco». I 15 milioni spesi per lui non pesano: «Sinceramente non ci penso, voglio fare il massimo senza distrazioni. Se la società ha deciso di investire certe cifre, lo ha fatto perché ci credono». La nascita del figlio lo ha cambiato: «Mi sento più responsabile, ho una moglie e un bimbo. A 23 anni non dico di essere un adulto, ma qualcosa nella testa è scattato. È stata una grande gioia e penso mi abbia fatto maturare». Sul numero di maglia: «Il 10 con la Pro Patria è stato un caso. Voglio continuare ad avere il 14».

Proprio le amichevoli lo hanno esaltato agli occhi di Di Francesco: «Il gol non è stato un caso, invece. Se mi posso sovrapporre, arrivo più vicino alla porta. Vale per me e tutti gli altri compagni, ora abbiamo una vocazione offensiva. Non è una critica a Giampaolo, ma un dato di fatto che i movimenti siano cambiati. Il gruppo è sano, ci troviamo molto bene e c’è un bel clima. L’ossatura della rosa è quella dell’anno scorso, ci conosciamo tutti. Alla PlayStation non ho rivali, eccetto Ekdal che mi batte a hockey», conclude ai microfoni del Secolo XIX.