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Katanec: «Spero che la Sampdoria torni in alto e di tornare presto»

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Katanec, ex centrocampista della Sampdoria, ha fatto il punto sul club blucerchiato: le sue parole a Il Secolo XIX

Srecko Katanec, ex centrocampista blucerchiato con 129 presenze e 17 gol, ha fatto il punto sulla sua carriera e sulla Sampdoria. Le sue parole a Il Secolo XIX. 

UZBEKISTAN«Nel 2022 abbiamo vinto 7 gare su 7 anche se erano sfide da vincere. A giugno abbiamo battuto 4-0 le Maldive di Moriero, ma è stata dura ormai tutti difendono bene. Ci siamo qualificati per la fase finale della Coppa d’Asia. Le più forti sono Iran, Giappone, Sud Corea, Arabia Saudita, con le altre ce la giochiamo. Ora siamo la 10TM asiatica nel ranking mondiale, ma vogliamo giocare per vincere la Coppa. E speriamo di ritrovarci ai Mondiali 2026 con l’Italia del Mancio: saranno a 48 squadre, vorrei regalare agli uzbeki questa gioia che ho provato con la Slovenia. Tecnicamente ci siamo, bisogna crescere nel gioco di squadra. Ora tutti vogliono imitare il City, la Spagna ma pochi possono fare quel calcio. Dobbiamo essere meno piacevoli ma più bravi nel fare il risultato, che è quello che conta più di ogni cazzata. E anche la costruzione dal basso per me è spreco di energie».

PASSATO SAMPDORIA«Ho smesso a 31 anni, nel 2023 ne faccio 60, mi sembra di essere andato a dormire 3-4 volte e invece è passata metà della mia vita. Due mesi fa Pagliuca mi ha invitato a una cena di squadra, per poco non sono riuscito a venire. Ho sentito anche Lanna: Marco presidente è da “uao”».

RIVORREI LOMBARDO «Quando giocavo con la difesa a 3 all’inizio mi rompevano il ca…, dicevano che era a 5. Ora la fanno in tantissimi. Attilio mi farebbe tutta la fascia per 90, su e giù, alla Perisic, mi manca uno così».

SHOMURODOV«Mi piace molto. In Italia, nella Roma, è dura, se non segni per due gare ti massacrano, ma gli ho detto di non mollare. Positivo, umile, combattente, si sacrifica. Ha giocato nel Genoa, ma alla Samp non sarebbe male».

GOL REALIZZATI«Non so dirne uno solo. Ero un ex Partizan, c’era antagonismo, a Sofia mi insultarono, ci sputavano addosso, credo di aver segnato perché mi avevano fatto incazzare: mai fare del male, ti torna indietro come un boomerang. Ricordo l’Atalanta, gliene ho fatti tre, chissà perché. E poi nel derby, l’unico in cui non ho fatto niente, è la palla che mi ha colpito».

SAMPDORIA OGGI«Nel 1989 siamo arrivati io, Lombardo, Invernizzi e abbiamo iniziato a vincere tutto. Poi sono andato via, e dopo poco la Samp è andata giù. Srecko vuol dire “felice, fortuna”. Quindi spero di portare bene anche con questa intervista. No, scherzo, la mia Samp ha vinto perché avevamo grandi giocatori, un gruppo unito che ha fatto cose speciali battendo Juve, Inter, Milan. Ma nel calcio non vinci con 10 Messi, io ho dato il mio contributo e il bello di allenare è saper mettere insieme i giocatori giusti anche se un ct non può farseli comprare. Spero che la Samp torni in alto e di tornare presto. Mando un saluto enorme ai sampdoriani. E perché no, saluto pure un po’ i genoani».

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