Kownacki: «Non sono Schick. Panchina? Vorrei giocare di più»

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© foto Valentina Martini

Kownacki spazza i paragoni: «Io e Schick siamo diversi, voglio essere me stesso. Vorrei giocare, ma so qual è il mio posto in questa Samp»

I tifosi blucerchiati, negli ultimi anni, si sono piacevolmente abituati ad avere in squadra attaccanti di un certo livello: Eder, Muriel e Schick sono stati i beniamini di un popolo che nelle recenti stagioni ha sognato grazie alle loro giocate e ai loro gol. C’erano dunque molte aspettative anche su Dawid Kownacki, arrivato in estate al Lech Poznan con le stimmate, attribuitegli in Polonia, di nuovo Lewandowski: un paragone importante e forse scomodo per un ragazzo di appena vent’anni, che ha ancora tutto da dimostrare: non si può certamente dire, però, che il classe ’97 non abbia cominciato con il piede giusto la propria avventura alla Sampdoria, con due gol – contro Crotone ed Inter – segnati in pochi giorni. Il capitano dell’Under 21 polacca, però, ha sempre voluto evitare ogni tipo di paragone, soprattutto con il ceco che lo ha preceduto di un anno in blucerchiato: «Io vorrei essere solo il nuovo Kownacki. Ho visto molte gare di quando Patrik era alla Samp e trovo fosse in tutto diverso dal sottoscritto in fatto di carattere, caratteristiche e anche abilità tecniche. Non voglio certamente dire – ha affermato l’attaccante al Secolo XIXche sono meglio io, sia chiaro, Patrik è fortissimo, dico che siamo diversi e io voglio essere Dawid Kownacki ed essere giudicato dai tifosi solo per quello che farò in campo».

Inutile dire che le due reti in quattro giorni siano state un’iniezione di fiducia non da poco, soprattutto il gol realizzato alla Scala del calcio: «Ero nel posto giusto ed è andata bene nonostante di fronte avessi un grande portiere come Handanovic. E’ stato pazzesco, sia durante la partita, appena me ne sono reso conto, sia dopo quando l’ho rivisto in tv, avevo i brividi. Peccato solo aver perso la gara, non mi sono potuto godere del tutto quella soddisfazione». La media gol del centravanti, se si contano i minuti giocati, è davvero alta, un fatto che dipende anche dall’utilizzo centellinato che ne ha fatto per ora l’allenatore blucerchiato: «Vorrei giocare sempre e giocare di più. Però conosco la mia posizione nella gerarchia degli attaccanti e va benissimo così. Questa è la stagione in cui devo studiare, capire e farmi trovare ponto. Tutti vorremmo sempre giocare, è normale. Però ripeto, so qual è la mia posizione alla Samp: se il mister mi dice che devo fare 5 minuti, faccio 5 minuti, nessun problema. Un pensierino ai Mondiali? Certo che lo faccio, è il mio sogno ma per poterlo anche solo sognare devo fare bene nella Sampdoria, meritarmi spazio e segnare».