Kownacki premiato dal Lech Poznan: ma fuori dallo stadio scoppia il caos

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Domenica speciale per Kownacki, premiato dal Lech Poznan a stadio gremito: fuori, però, dilaga la violenza dei tifosi del Legia Varsavia

Dawid Kownacki ormai da mesi veste la maglia della Sampdoria, ma i primi amori non si dimenticano e il suo cuore batte ancora per il Lech Poznan. La città in cui è cresciuto, i colori che ha indossato per tanti anni e che lo hanno visto togliersi molte soddisfazioni: per questo motivo, approfittando della pausa di campionato, l’attaccante polacco è tornato in patria e ha assistito alla partita più sentita di tutto l’anno, quella contro il Legia Varsavia. Durante l’intervallo del match, Kownacki è stato anche premiato con una maglia celebrativa delle sue 117 presenze con il Poznan, e a consegnargliela è stato direttamente il presidente del club Karol Klimczak: «E’ stata un’ottima occasione per ringraziare Dawid di tutte le sue performance con la nostra maglia. Un momento importante, non solo per noi, ma anche per lui e i nostri tifosi. Fino ad ora, non avevamo ancora avuto l’occasione di dirgli addio e augurargli buona fortuna per la sua carriera». Lo stesso Kownacki ha pubblicato ieri un messaggio per esternare la propria gratitudine: «Il Lech è il mio club, un club che ha dato tutto il suo meglio per sviluppare le mie capacità. Sono molto grato a tutte le persone che hanno contribuito in questi anni a realizzare i miei sogni. Sarete sempre nel mio cuore. Vorrei ringraziare anche voi tifosi – si legge nel post su Instagram -, che anche ieri avete dimostrato di essere i migliori! Tiferò Lech nel bene nel male, e prometto che mi farò vedere allo stadio, ogni volta che ne avrò l’opportunità. A presto».

La serata, tuttavia, ha preso una piega negativa appena terminato il match. Il Legia Varsavia è uscito malconcio dal campo, perdendo 3-0, e i suoi tifosi – già noti per atti di violenza, vandalismo e razzismo – non si sono smentiti neanche questa volta: fuori dallo stadio, infatti, un gruppo di circa 50 ultras ha aspettato la squadra nel parcheggio e l’ha costretta a scendere dal pullman. Giocatori e staff non hanno esitato, convinti che i “tifosi” volessero solo sfogarsi per la brutta sconfitta, quando in realtà l’intenzione era tutt’altra: schiaffi, colpi in testa e anche qualche pugno contro i componenti del Legia, a cui è stato promesso lo stesso trattamento nel caso si fosse ripetuta in futuro un’altra partita del genere. Un episodio che ha sconvolto i presenti fuori e dentro lo stadio, tra cui rientrava anche l’altro blucerchiato Karol Linetty. Per fortuna, sia per lui che per Kownacki, il post-partita è trascorso senza complicazioni di alcun genere, ma la paura è stata tanta.