Krsticic chiama Mihajlovic: «So cosa vuol dire, ma tu sei più forte»

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L’ex blucerchiato Krsticic chiama Mihajlovic: «La leucemia? Conosco quell’avversario, ma so anche che lui sarà più forte. Io ne sono uscito con l’aiuto della Samp»

Continuano ad arrivare, dal mondo del calcio e non, incoraggiamenti e messaggi d’affetto per Sinisa Mihajlovic, che sabato in conferenza stampa ha annunciato di aver contratto la leucemia. Anche l’ex centrocampista della Sampdoria Nenad Krsticic, con un messaggio su Twitter, si era aggiunto subito al coro di chi voleva dimostrare la propria vicinanza all’attuale tecnico del Bologna: «Sì, ho tenuto a farmi sentire in quanto suo calciatore, suo estimatore e suo connazionale. Come lui stesso ha detto, non sono certo stato l’unico ma visto quello che io stesso ho passato anni fa ho sentito che un mio cenno sarebbe stato importante», ha spiegato l’ex numero 10 blucerchiato.

Chi meglio di lui, che in passato aveva dovuto combattere la stessa battaglia, poteva comprendere la situazione attuale di Mihajlovic? Due giorni fa, la chiamata: «Gli ho semplicemente chiarito che conosco quell’avversario, per usare la metafora calcistica che ha usato lui in conferenza stampa l’altro giorno, e che so quanto è difficile affrontarlo. Ma so anche quanto è difficile affrontare lui, che da una vita è un calciatore e poi un allenatore che non molla mai e difficilissimo da battere. Io so quanto conti la motivazione e la forza di volontà in questo tipo di battaglie – racconta Krsticic, ora all’AEK Atene – e ho voluto confermargli ciò che l’ascolto delle sue parole mi ha trasmesso, ovvero la sensazione che lui sia più forte del male che deve battere».

Dopo un periodo buio, durante il quale nulla sembrava aver senso, il classe ’90 è tornato a condurre una vita normale, e anche di più. Una carriera da calciatore ad alti livelli, una moglie e dei figli erano tutto ciò che aveva sempre sognato: «Sembra tutto scontato ma ci sono stati mesi, anni, in cui non era così scontato ci sarei potuto arrivare. Non ho mai smesso di ringraziare la Samp per questo, perché senza l’aiuto di tutti loro non credo ci sarei riuscito», ha concluso Krsticic a Il Secolo XIX.