Krsticic: «Samp, tifosi unici. Derby? La squadra è organizzata»

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Esclusiva SampNews24 – Krsticic si racconta ai nostri microfoni: le impressioni sulla squadra, l’affetto per i tifosi e una sua futura visita a Bogliasco

Dopo la tempesta spunta sempre il sole. Così è stato per Nenad Krsticic, accudito nel lontano settembre 2008 e fatto crescere come un figlio dalla Sampdoria: «Mi manca tanto l’ambiente, i tifosi sono unici, il dodicesimo uomo in campo. Per fortuna qui in Spagna si gioca a orari differenti dall’Italia, dunque seguo quasi tutte le partite dei blucerchiati. Anzi, direi sempre». Il centrocampista serbo ora è all’Alaves, ma le cose non stanno andando come sperava: «Mi aspettavo di giocare di più, però come primo anno in un campionato nuovo per me, e per nulla simile a quello italiano, posso dire che va bene».

Non deve essere stato facile lasciare la Samp dopo tutti questi anni. Il tuo addio è stato inaspettato, quali sono i motivi della risoluzione del contratto con la società blucerchiata?
«È stata una decisione veramente difficile da prendere, lo sa chiunque mi abbia visto l’ultimo giorno prima del ritiro. Il direttore sportivo mi ha comunicato le decisioni dell’allenatore, non rientravo più nei loro piani nonostante avessi fatto solamente pochi allenamenti con lui. Dunque ho deciso di lasciare, non mi sembrava giusto prendere il posto di qualche mio compagno e rubare lo stipendio senza nemmeno giocare». 

Come vedi la squadra in questo momento e cosa ti aspetti dal Derby della Lanterna?
«La vedo molto bene, è un gruppo organizzato con un’idea di gioco interessante. Ovviamente mi aspetto una partita diversa dalle altre, come è giusto che sia, ma mi auguro che la mia squadra possa vincere».

Quale calciatore ti ha sorpreso di più?
«Tanti giocatori mi hanno stupito finora. A partire da Skriniar, ma avevo già notato dallo scorso anno che si trattava di un ottimo calciatore. Poi Torreira, ma anche Barreto sta facendo molto bene così come il mio amico serbo Djuricic. Per non parlare di Muriel, Quagliarella e Schick: che talenti…»

L’allenatore che invece ti ha dato maggiori insegnamenti?
«Ne ho cambiati tanti e devo ammettere che tutti mi hanno dato qualcosa. I migliori sono stati Mihajlovic e Montella, da loro due forse ho imparato un po’ di più».

Hai in programma un ritorno a Bogliasco? Una visita alla tua vecchia squadra…
«Purtroppo in questo momento è impossibile perché mia moglie è nuovamente incinta, di conseguenza devo aiutarla e starle vicino. Se riusciremo, verremo in futuro tutti insieme perché Genova è la seconda nostra casa, nostro figlio è nato lì. Un giorno verremo, sicuro».

Per concludere, il ricordo più bello?
«Ricordo con molta felicità il derby del 28 settembre 2014. Quel giorno nacque mio figlio Andrej e andai in ospedale durante il ritiro, poi mi precipitai allo stadio per giocare. Alla fine abbiamo vinto, è questo il ricordo più bello. Sempre forza Doria!».

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