LAVAGNA TATTICA – La Sampdoria non riesce a difendere la profondità

sampdoria yoshida
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Nonostante un baricentro passivo, che avrebbe dovuto coprire gli spazi, la Sampdoria si è fatta bucare in profondità per ben due volte. Diverse colpe sul secondo gol

Col vantaggio raggiunto dopo pochi minuti, la Sampdoria ha potuto mettere la gara sui propri binari tattici preferiti. Ossia, fare un match difensivo dal baricentro basso in cui si aspetta con pazienza l’avversario nella propria trequarti. In fase di non possesso, quello dei blucerchiati era chiaramente un 5-3-2, con Depaoli che scivolava come quinto.

E’ curioso che entrambi i gol della Roma siano arrivate con imbucate centrali effettuate da lontano. Di solito, quando si affrontano formazioni così rinunciatarie, che blindano gli spazi, si cerca di andare in fascia e buttare palloni in mezzo. Al contrario, i giallorossi sono passati centralmente.

Se nel primo gol sia Pellegrini che Dzeko effettuano una prodezza straordinaria, nel secondo gol i blucerchiati si fanno bucare molto colpevolmente.

Murru esce su Zappacosta, che è così costretto a tornare indietro per Cristante. I 3 difensori sono così impegnati in duelli individuali: Tonelli si occupa di Kalinic, mentre Bereszinsky (in un’insolita posizione sul centro-sinistra) marca a uomo Under. C’è quindi una situazione di parità numerica, con Yoshida che resta al centro della difesa per non creare un buco (visto che i compagni sono attratti dall’uomo).

Oltre alla precisione del lancio di Cristante, Dzeko è straordinario nel leggere in anticipo la giocata, con uno scatto improvviso che lascia sul tempo Yoshida. Il giapponese non è abbastanza reattivo nell’inseguire l’inserimento del bosniaco, che aggredisce alla perfezione la profondità.

Al netto dei demeriti evidenti di Yoshida, nella slide sopra si vede come ci fosse comunque un varco al centro della retroguardia. Va dato merito a Kailinic e Under, che hanno portato fuori posizione i difensori rivali. In tal modo, la Roma ha potuto verticalizzare per Dzeko.

Il rimpianto della Sampdoria è quindi quello di essersi fatta bucare centralmente nonostante un 5-3-2 passivo che, in teoria, avrebbe dovuto coprire gli spazi.