Silvestre leader silenzioso: è l’oro della Sampdoria

Sampdoria Silvestre
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Punto fermo in difesa, atteggiamento da leader, sacrificio e umiltà: Silvestre, il leader silenzioso ma fondamentale di questa Sampdoria

La Sampdoria di Giampaolo, almeno in queste prime giornate di campionato, vola in classifica. In pochi avrebbero scommesso su una partenza a razzo della compagine blucerchiata, soprattutto se si tiene conto del fatto che in estate molti dei pezzi pregiati della rosa erano stati ceduti. Il lavoro del tecnico doriano, però, assimilato dallo zoccolo duro della squadra già a partire dall’anno scorso, è stata una solida base per ricostruire, integrare i nuovi e migliorare anche le proprie prestazioni. Ad essersi presi la ribalta sono stati soprattutto gli attaccanti: Quagliarella non sembra sentire affatto il peso delle 34 primavere, mentre Zapata ha sorpreso per l’impatto devastante con la maglia blucerchiata. Molti sono, in verità, i protagonisti di questo inizio positivo della Sampdoria, e, a volte, ci si dimentica del ruolo importante di alcuni interpreti senza i quali la squadra non sarebbe quello che gli occhi dei tifosi si sono piacevolmente abituati a vedere. Uno di questi è certamente Matias Silvestre, un vero e proprio pilastro della difesa doriana. L’argentino rappresenta uno dei punti fermi di Giampaolo, uno di quei giocatori che, insieme a Torreira e Quagliarella, rappresentano la vera e propria spina dorsale della squadra.

Il suo contributo alla causa passa spesso sotto silenzio, ma la sua presenza in squadra è più che fondamentale: anzitutto, si tratta di un giocatore molto affidabile dal punto di vista della tenuta fisica, che offre dunque garanzia di resistenza massima agli infortuni – lo scorso anno, ad esempio, il classe ’83 saltò una sola partita per problemi fisici, contro il Chievo. Secondariamente, si tratta di un giocatore forte anche dal punto di vista mentale: non è un caso che, accanto a lui, siano cresciuti talenti del calibro di Romagnoli e Skriniar, giocatori arrivati giovani ed inesperti a Genova e che, accanto all’argentino, hanno acquisito grande consapevolezza e fiducia nei propri mezzi. Silvestre è quel tipo di giocatore al quale un allenatore mai rinuncerebbe: l’esperienza gli ha insegnato a gestire tutte le situazioni di campo e a maturare un atteggiamento da leader della difesa, da punto fermo cui la squadra si possa aggrappare nei momenti difficili. Se la Sampdoria può dirsi una squadra solida, molti meriti vanno attribuiti proprio al numero 26: un leader silenzioso ma sempre presente, un giocatore su cui, lo si è capito negli anni, si può veramente contare.