Le pagelle della Sampdoria: centrocampisti, ecco il vostro voto

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La Serie A è giunta al termine ed è tempo di assegnare i voti ai giocatori della Sampdoria: le pagelle dei centrocampisti

Sono solo due i blucerchiati che ottengono la promozione con ampia valutazione, due i rimandati a settembre e quattro i bocciati nella stagione 2017/18.

DENNIS PRAET 8: se solo avesse segnato qualche gol di più (e non si fosse fatto male) la sua valutazione sarebbe stata superiore. Uno dei limiti del centrocampista belga è che, relegato al ruolo di mezzala, ha contribuito poco in fase realizzativa: l’unica rete è arrivata nel suo ruolo naturale, trequartista, contro il Cagliari. A livello qualitativo è il migliore della rosa blucerchiata sia in fase di possesso che in fase di non possesso palla, è quello che si muove meglio, tatticamente più intelligente e versatile. È l’unico a non aver subito una flessione al termine della stagione, anzi – dopo un momento negativo dovuto all’infortunio – è tornato ad alti livelli anche quando la squadra forniva prestazioni al di sotto della media.

LUCAS TORREIRA 8: nella scorsa stagione era risultato essere la rivelazione del campionato, in questa si è consacrato come uno dei migliori nel suo ruolo in Italia. Torreira ha coniugato intelligenza tattica, propensione offensiva e ottimi ripiegamenti difensivi. Un gigante in partite dal tasso tecnico altissimo – contro il Milan, la Roma, la Juventus e in larga parte contro la Lazio nella partita d’andata – ha saputo fronteggiare giocatori fisicamente più imponenti con un grande gioco di gambe. I suoi gol, pochi ma pesanti, sono stati la ciliegina sulla torta. Indubbiamente Torreira sarà uno di quei giocatori difficilmente sostituibili se dovesse, come sembra, partire nella sessione estiva di mercato.

KAROL LINETTY 6: la sua valutazione sarebbe stata ben più consistente se, dopo l’infortunio, non avesse avuto un calo vertiginoso nelle sue prestazioni. Il polacco è una certezza quando si tratta di intensità, concretezza e all’uso ruvidezza negli interventi, peccato che il lungo stop abbia fortemente condizionato il suo rendimento in campo. Diversamente dall’anno scorso Linetty ha saputo anche andare in gol con azioni da cineteca, cosa da non trascurare essendo veramente pochi i gol non segnati da attaccanti. Una stagione tutto sommato più che positiva che poteva però essere migliore per quanto visto ad inizio campionato.

LEONARDO CAPEZZI 6: sufficienza sulla fiducia perché sono state poche, ma buone, le occasioni di vederlo all’opera. Con Torreira in rosa riuscire ad imporsi e ritagliarsi uno spazio da titolare non era praticamente possibile ma, nelle partite in cui è stato protagonista, ha sempre messo qualcosa di positivo, di costruttivo, di carattere. L’esempio lampante è la gara in trasferta a Bergamo contro l’Atalanta: un periodo difficile per la Sampdoria, un ritiro obbligato per la vicinanza tra le partite, una prestazione oltremodo positiva per il centrale di centrocampo. Anche nell’ultima disputata a Ferrara non manca il suo apporto e realizza l’assist per la rete di Kowancki, sintomo di una buona visione di gioco complessiva.

VALERIO VERRE 5,5: un rimpianto più che una bocciatura per il centrocampista che, dopo essere arrivato in estate come possibile rivelazione, è finito ai margini della rosa, utilizzato da Giampaolo solo come rincalzo o sostituto dell’ultima ora. Verre ha pagato colpe non sue, a partire dalle gerarchie nella testa del tecnico blucerchiato che lo vedeva relegato ad ultimo della lista. La speranza, se non dovesse partire per il mercato, è di poter capire le sue potenzialità nella prossima stagione sebbene al momento sembra difficile essendo stato scarsamente considerato in quella appena terminata.

GASTON RAMIREZ 5: difficile valutare la sua stagione nella complessità. Il motivo è semplice, è un giocatore estremamente discontinuo. Se dovessimo prendere solo le partite che contano, tipo il derby dove è andato in gol, la sua stagione sarebbe valutabile intorno al 7, ma non si possono dimenticare le tante prestazioni insufficienti, nervose, quasi anonime che sono arrivate in diversi momenti. La sua qualità di palleggio e di possesso palla è indiscutibile ma tre gol sono troppo pochi per un giocatore nel suo ruolo. Compensano molto i dieci assist messi a segno, ma da un calciatore della sua esperienza – già consapevole della difficoltà della Serie A – ci saremmo aspettati di più.

EDGAR BARRETO 5: se paragonato al Barreto degli anni d’oro, quello del Palermo, il giocatore visto in campo questa stagione non è nemmeno il fratello minore. Falcidiato dai problemi fisici, che hanno in parte condizionato le sue prestazioni, il paraguaiano ha spesso messo in campo meno della qualità in suo possesso. Certo, ci sono state partite dove ha fatto anche lui la differenza, ma nella media il suo rendimento non si è mai attestato sulla sufficienza piena. Attualmente è difficile pensare che possa essere titolare nella prossima stagione, mentre potrebbe essere un valido rincalzo da inserire a partita in corso.

RICKY ALVAREZ 4,5: guardando solo a quanto fatto nella partita contro il Milan, il secondo gol a cinque minuti dal suo ingresso in campo, Alvarez tornerebbe ad essere il grande giocatore che avevamo visto all’opera con la maglia dell’Inter. Peccato che ad una prestazione ottima, siano seguiti scampoli di partite senza costrutto e poco convincenti. Non si è mai tirato indietro, anche davanti ai fischi del pubblico, di questo gli va dato merito, ma come Barreto è notevole la differenza tra il giocatore che era e quello che è diventato.

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