Le verità dell’ex arbitro Gavillucci: «Vi racconto Sampdoria-Napoli»

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Gavillucci fa il suo esordio da scrittore raccontando come ha vissuto Sampdoria-Napoli: «Ho studiato tutto in modo maniacale»

Sampdoria-Napoli ha creato non poche polemiche in Serie A. Quella partita è diventata il tema centrale del libro che Claudio Gavillucci, l’arbitro chiamato a dirigere la sfida, ha scritto.

SOGNI PERDUTI – «Sampdoria- Napoli è il posticipo serale dei sogni quasi perduti. Quelli dei blucerchiati, attaccati a un’esile speranza di andare in Europa League e quelli degli azzurri che, dopo un campionato a ritmo battente, a una giornata dalla fine devono sperare in un miracolo di combinazioni di risultati per strappare lo scudetto alla Juventus».

STUDIO MANIACALE – «Alla presenza del mio designatore Nicola Rizzoli, uno dei tre arbitri italiani ad aver diretto la finale dei mondiali e un mito per la categoria, spiego alla sestina di collaboratori quali potrebbero essere le asperità della partita. Faccio subito presente che i giocatori del Napoli sono a rischio di una crisi di nervi perché hanno smarrito il filo per la gloria all’ultimo metro della loro cavalcata. Ricordo a me stesso e al team che i tifosi del Napoli sono gemellati con i genoani e che l’odio radicato nella rivalità cittadina, tra sostenitori del Genoa e della Sampdoria, potrebbe aizzare gli spalti. Analizzo la disposizione tattica, elenco gli umani più fallosi, i saltatori di testa ho studiato tutto in modo maniacale, come sempre».

RICHIAMI NEL VUOTO – «Nello spogliatoio convoco i due capitani, Lorenzo Insigne del Napoli e Vasco Regini della Sampdoria, per discutere del clima sugli spalti. Agli allenatori, ai dirigenti e al funzionario della questura raccomando di far ricordare attraverso gli altoparlanti che la partita sarà sospesa se il pubblico va avanti così. All’inizio della ripresa, il primo annuncio annega tra i fischi e i nuovi cori con identica invocazione al vulcano. Guardo Regini: «Se lo rifanno, impongo un altro annuncio e interrompo e, se continuano, ce ne andiamo proprio». Il capitano prova a calmare la curva ma non ci riesce».