L’ex Chiorri: «La Sampdoria è stata il mio primo amore. Mantovani…»

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Sampdoria, le ultime notizie – L’ex Alviero Chiorri: «Samp una seconda casa. Mantovani mi voleva un bene dell’anima»

L’ex attaccante della Sampdoria Alviero Chiorri è intervenuto in diretta web con Una Banda di Cialtroni riavvolgendo il nastro della sua avventura in blucerchiato

SAMPDORIA – «Contro il Cesena fu il mio primo gol in Serie A. Quando rientrai dal prestito al Bologna feci il mio più bel campionato in assoluto, anche come continuità. Si era fatto male Francis, e da lì ho giocato una ventina di partite. Ho avuto la fortuna di avere un presidente come Paolo Mantovani. Mi voleva un bene dell’anima, era come un secondo padre per me, e in effetti quando mi comunicò che mi avrebbe mandato alla Cremonese perché aveva preso Luca Vialli, mi disse “Alviero, sei stata la più grande delusione calcistica”, lui credeva moltissimo in me e ci era rimasto male, perché che la Samp cresceva e io rimanevo un po’ indietro. L’anno in cui Paolo Mantovani rilevò la società, io ero già per metà dell’Inter di Bersellini, ma quando entrò e risanò il bilancio disse “Chiorri rimane qua”. Quella è stata la mia fortuna perché sicuramente una maglia così bella non avrei potuto trovarla altrove».

CARATTERE – «Io ero un calciatore anomalo, lo ero in campo, ma fuori dal campo non mi sono mai sentito un calciatore. Mi sono sempre rapportato con le persone, indipendentemente dal ruolo che avevano nella società, basandomi sulle sensazioni “a pelle”. Avevo amici negli ambienti più disparati, mi sono sempre nutrito di rapporti che potevano darmi qualcosa per quello che ero io, e per quello che erano loro. I rapporti umani diretti, senza interessi, sono le cose che rimangono di più. Nel mondo del calcio non è facile trovarne».

GOL CONTRO IL COMO – «Mi marcava Vierchowod, è stata l’unica palla che ho toccato, perché era impossibile toccare palla con Pietro! Anche in allenamento, lo saltavi, ti giravi, e lui ti stava ancora davanti. Il più forte difensore in assoluto con cui abbia mai giocato».

AFFETTO – «Mi avete preso per i sentimenti, per me la Sampdoria è stata una seconda casa, è stata il mio primo amore, sono cresciuto lì».

CASSANO – «Calcisticamente secondo me era dotato di tecnica in maniera spropositata. Si è perso in alcune cose, in qualche atteggiamento sopra le righe che forse lo ha un po’ limitato. Nonostante tutto ha giocato in squadre importanti. Poteva fare molto di più sicuramente. A Genova ha fatto grandi cose, ma forse aveva alcuni atteggiamenti un po’ indisponenti. Avrebbe potuto essere il “re” ovunque è andato, ma questi atteggiamenti lo hanno limitato, e non solo a Genova».