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Lunghi anni di gioco: l’età media in campo può aumentare?

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L’età media passata sul campo come calciatori si sta sensibilmente innalzando: un calciatore moderno ha, infatti, molte più conoscenze a disposizione rispetto ai giocatori del passato per poter far sì che la sua carriera si allunghi il più possibile.

Disponiamo di preparazione atletica, fisica e cura alimentare che fino a pochi anni fa erano impensabili. La tecnologia, poi, supporta moltissimo la longevità dei calciatori: grazie alle innovazioni tecnologiche, è possibile tracciare qualsiasi tipo di dato dentro e fuori dal campo. Una volta che il calciatore e lo staff al suo intorno hanno a disposizione questi dati, hanno la possibilità di intervenire in maniera precisa esattamente sulle aree che il calciatore deve migliorare.

L’età media avanza: si premia la maturità

Fino a pochissimo tempo, fa il monopolio dell’élite calcistica era tenuto ben saldo da calciatori maturi. Basti pensare all’eterna sfida tra l’asso portoghese Cristiano Ronaldo e la pulce argentina Lionel Messi. Entrambi si sono contesi negli ultimi anni il titolo di miglior giocatore del mondo. Il portoghese è un classe ’85 e si avvia verso i 37 anni, con tutte le intenzioni di essere uno dei protagonisti del mondiale che si svolgerà a breve in Qatar.

Messi, invece, è nato nel 1987 ed è la stella assoluta della nazionale argentina con la quale vorrà conquistare la coppa del mondo e con questo titolo consacrarsi come uno dei giocatori più forti di sempre, se non il più forte in assoluto. Secondo 22bet Italia, l’Argentina è una delle favorite per la coppa finale e la presenza di Leo Messi influisce molto sul pronostico.

Oltre alle due leggende, ci sono anche altri giocatori maturi come Luka Modric, anche lui classe ’87, che nel 2018 ha conquistato il pallone d’oro a 31 anni e oggi è uno dei centrocampisti più forti al mondo. I giocatori maturi sono ricercati perché hanno una qualità che si può allenare solamente con l’avanzare dell’età: l’esperienza. 

A volte non serve neanche una presenza eccessiva in campo, ma semplicemente un leader all’interno dello spogliatoio che sia in grado di disciplinare e ispirare i giocatori più giovani. In Italia abbiamo l’esempio calzante di Zlatan Ibrahimovic: lo svedese, nonostante sia spesso costretto a rimanere fermo ai box a causa dei numerosi infortuni, è una presenza fondamentale per il Milan. Il suo carisma e la sua personalità indirizzano l’atteggiamento dei calciatori. La sua mentalità vincente ha contagiato tutto Milanello ed è anche merito suo se il Milan l’anno scorso è riuscito a laurearsi campione d’Italia.

A che età un calciatore è nel suo picco massimo di forma? 

Nel settore, è inevitabile anche il ricambio generazionale. Messi e Ronaldo hanno dovuto lasciare il palcoscenico a calciatori come Kylian Mpabbè, nato nel 1998, e a Erlig Haaland, classe 2000, che stanno letteralmente dominando non solo i propri rispettivi campionati, ma anche le competizioni europee con numeri da capogiro. Nonostante ciò, i due giovani fuoriclasse l’anno scorso sono stati costretti ad arrendersi alla classe di Karim Benzema che si è portato a casa uno storico pallone d’oro. Il franco-algerino ha raggiunto la sua maturità calcistica a 35 anni, dopo una carriera ottima ma mai eccellente.

I dati ci dicono che il momento di massima forma di un giocatore è intorno ai 26 anni, ma risulta evidente che queste dinamiche stiano cambiando.
Anche il ruolo del calciatore conta: un portiere raggiunge il suo picco più tardi rispetto a un calciatore di movimento. Si stima che il periodo di massimo rendimento per i portieri arrivi circa a 29 anni. Eppure oggi a 30 anni si ha ancora molto da dire all’interno del panorama calcistico, mentre fino a pochi decenni fa una volta superata la soglia dei 30 la carriera era quasi finita. Basti pensare a Diego Armando Maradona e Johan Cruijff, forse i due giocatori più importanti della storia del calcio, che hanno lasciato Napoli e Barcellona entrambi a 31 anni. 

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