
Sampdoria, l’ex difensore Moreno Mannini ripercorre gli anni d’oro blucerchiati: dal rapporto con Paolo Mantovani allo scudetto del 1991, passando per la finale di Wembley
Moreno Mannini, storico difensore della Sampdoria dello scudetto, è tornato a parlare della sua lunga esperienza in blucerchiato. Intervenuto ai microfoni di Doppio Passo Podcast, l’ex calciatore ha raccontato alcuni retroscena sulla gestione di Paolo Mantovani, sul rapporto con Gianluca Vialli e Roberto Mancini, sulla storica finale di Wembley e sulle incomprensioni con Luciano Spalletti. Particolarmente interessante il racconto dell’offerta della Juventus per quattro protagonisti della Sampdoria.
L’OFFERTA DELLA JUVENTUS – «La Juventus chiese me, Vierchowod, Vialli e Mancini, offrendo 50 miliardi per tutti e quattro. Noi lo venimmo a sapere soltanto l’anno successivo. Mantovani disse di no, perché non voleva lasciar partire i suoi ragazzi prima di aver raggiunto l’obiettivo».
VOLONTÀ DI RESTARE – «Ti dico la verità, non saremmo andati via. Si era creato un legame fortissimo tra noi. Tante volte ci incontravamo a cena, anche nei momenti di difficoltà, e ci dicevamo che dovevamo restare insieme. Le sirene di mercato arrivavano per Vierchowod, Vialli e Mancini, ma tutti avevamo lo stesso pensiero: rimanere alla Sampdoria finché non fossimo riusciti a vincere. Alla fine ce l’abbiamo fatta».
PAOLO MANTOVANI – «Mantovani era lungimirante, aveva acquistato i migliori giocatori della Serie B. Non voleva comprare i migliori calciatori già affermati in Serie A, ma puntare sui giovani per costruire un programma a lungo termine. Voleva arrivare a vincere, aveva le potenzialità economiche per farlo, ma desiderava soprattutto la soddisfazione di vedere crescere la squadra. Ci ha cresciuti un po’ come fossimo suoi figli, per noi era veramente un papà».
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SCUDETTO DEL 1991 – «È stata una cavalcata bellissima, perché eravamo veramente convinti di poter vincere. Avevamo conquistato pochi mesi prima la Coppa delle Coppe e ci eravamo detti che, a quel punto, eravamo forti e non potevamo più nasconderci. Avevamo acquisito sicurezza e scendevamo in campo convinti delle nostre possibilità. Non era presunzione, eravamo consapevoli di essere una squadra forte».
IL RICORDO DI VIALLI – «Luca è un ricordo per tutti gli italiani, soprattutto per la persona che era. Una persona fantastica, sempre allegra, sorridente, positiva e perfezionista. Ho avuto la fortuna e il privilegio di stare con lui per otto anni alla Sampdoria. Ogni volta che possiamo fare qualcosa per ricordarlo lo facciamo con grandissimo piacere, anche se sono convinto che la gente non lo dimenticherà mai».
ROBERTO MANCINI – «Con Roberto abbiamo fatto praticamente tutta la carriera insieme, eravamo anche compagni di camera. Mi ha regalato gioie che altri giocatori non mi hanno dato. Quando trascorri così tanto tempo con una persona ne conosci tutti i pregi e anche i difetti, e riesci a capire veramente la grandezza dell’uomo e del calciatore».
FINALE DI WEMBLEY – «Guardando le formazioni, non eravamo inferiori nemmeno a quel Barcellona. Abbiamo perso, ma avremmo potuto tranquillamente vincere. Purtroppo sbagliammo un paio di gol con Luca, che continuava a dirci quanto gli dispiacesse. Ci stavamo avvicinando ai rigori ed eravamo convinti che, se ci fossimo arrivati, avremmo vinto».
SUL DOPO PARTITA – «Non ricordo cosa sia successo nello spogliatoio dopo la partita. Credo di averlo cancellato dalla memoria. Ricordo Roberto Mancini che piangeva seduto in campo, ma del dopo non ho ricordi. Forse la mia mente ha voluto cancellare quel momento perché eravamo arrivati a un passo dal traguardo. Sapevamo anche che sarebbe stata l’ultima occasione per stare tutti insieme».
RAPPORTO CON SPALLETTI – «Non ci siamo trovati molto bene, abbiamo avuto delle discussioni e abbiamo litigato. Ci sono state situazioni nelle quali posso aver sbagliato io e sicuramente avrà sbagliato qualcosa anche lui, perché le colpe non sono mai soltanto da una parte. Però, al di là di tutto, ritengo che Spalletti sia stato il miglior allenatore, il più preparato tra quelli che ho avuto».