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Ferrero: «Ringrazio Vialli e Mancini. Obiettivi? Ecco la mia idea»

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Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria, ringrazia Mancini e pensa al prossimo campionato: le dichiarazioni a Il Secolo XIX

Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria, ringrazia Roberto Mancini e Gianluca Vialli per i risultati raggiunti con l’Italia a Euro 2020. Le parole del presidente a Il Secolo XIX.

AUGURIO A D’AVERSA – «Il calcio è una scienza inesatta, ma proprio per questo bisogna essere attenti per scegliere la scia giusta, come quella che sta lasciando la Nazionale. È proprio questo l’augurio di buon lavoro che mi sento di fare a mister D’Aversa, al suo staffa, a tutti i miei calciatori. Credo in loro e nella volontà di ognuno di fare sempre di più. Basiamoci sui dati reali: mister D’aversa è un fuoriclasse e ha dei ragazzi che sono pronti a battersi per lui e per la maglia più bella del mondo. L’unione sarà la nostra forza»

NAZIONALE – «La Nazionale non partiva favorita, anzi era reduce da una mancata qualificazione al Mondiale, e avete visto com’è finita. Non dico che possiamo vincere, ma farci ispirare dagli azzurri».

OBIETTIVI – «Domanda trabocchetto, non ci casco. Dico avanti insieme, sorridendo alla vita, senza alibi. Siamo il mondo blucerchiato, il più bello».

FINALE – «C’ero anche io a Wembley e ringrazio a nome di tutta la società Mancini e Vialli che hanno commosso tutti dedicando la straordinaria vittoria agli italiani e in modo speciale alla Sampdoria e ai suoi tifosi. Hanno scritto un’altra pagina di storia del calcio e anche della Sampdoria, proprio nel trentennale dello Scudetto: a Londra si era fermato ingiustamente il loro sogno e da Londra è un po’ ripartito».

VIETATO PARLARE – «La Sampdoria resta la Sampdoria la maglia più bella del mondo ideale. Questo mi pare bellissimo e ci riguarda tutti»

EURO 2020 – «Quella dell’Italia 2021 è un’opera d’arte, realizzata da un gruppo di uomini veri, fantastici: saranno i nostri figli e i nostri nipoti a comprenderne il valore, come è successo a noi nonni per il Mondiale del 1982»

ITALIA INGHILTERRA – «Non ho avuto mai dubbi sulla vittoria, neppure quando eravamo sotto di un gol, perché tutti lottavamo insieme, attorno al nostro primo italiano, il presidente Mattarella, per raggiungere la coppa. Di questo bisogna dar merito allo staff sampdoriano, compreso il nostro massofisioterapista Mauro Doimi»

ONORIFICENZA – «Concordo col sindaco e l’assessore Anzalone: Genova deve onorare i suoi eroi azzurro-blucerchiati. La mia Sampdoria è a totale disposizione: sarebbe bello che la cerimonia potesse svolgersi allo stadio prima di una nostra partita, col pubblico, così Mancini, Vialli Lombardo, Salsano, Evani, Lombardo, Nuciari e Battara potranno ricevere l’abbraccio dei tifosi».

MERCATO – «Vedremo cosa ci sarà da fare»

KEITA – «Magari, per lui le nostre parte sono sempre aperte. Vi svelo un segreto: è l’idolo di mio figlio Rocco che il 5 agosto fa gli anni. Non mi chiedete altro di Balde, lo rivuole, sarebbe bello regalarglielo»

CRISI – «Il calcio italiano aveva bisogno di un rilancio internazionale ed è quello che ha saputo fare la Nazionale con tanti giovanotti e qualche indomabile vecchietto e ne siamo usciti vincitori»

STADI – «Adesso tocca al Governo riaprire il più possibile gli stadi ai tifosi e comprendere che la situazione dell’economia del pallone è critica, qualcosa per il bene di un sistema industriale vitale per la nazione bisogna pur farlo. Sino a oggi siamo andati avanti con le nostre gambe non possono bastare e adesso tocca alla Lega, ai club, ad allenatori e calciatori».

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