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Maya Yoshida, il guerriero di cui la Sampdoria non può (o non deve) più fare a meno

Federico Nardi

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Ennesima prova maiuscola per Maya Yoshida: il difensore della Sampdoria continua ad offrire prestazione d’alto livello

La Sampdoria esce sconfitta dalla complessa gara contro la Juventus, terminata 2-0 per gli uomini di Andrea Pirlo. Poche le sufficienze tra i blucerchiati, che stentano a creare occasioni da gol e a contrastare gli attacchi dei bianconeri. Il premio come migliore in campo, però, va di diritto a Maya Yoshida.

Il difensore giapponese offre un’ulteriore prova di solidità e concentrazione, in grado di fermare più volte un certo Cristiano Ronaldo. Interventi puliti, precisi e sempre con i tempi giusti, l’ex Southampton è il vero guerriero della banda di Claudio Ranieri. Difficile per Omar Colley fare meglio del compagno di reparto, ancora più difficile per Lorenzo Tonelli riprendersi il posto lì in mezzo. 32 anni, tanto carisma e leadership da vendere, senza dimenticare le 104 presenze con la nazionale maggiore nipponica, non proprio noccioline. Yoshida, «cianin, cianin», si è preso le chiavi della difesa e caricato sulle spalle la Sampdoria, che non può, o meglio non deve, più fare a meno di lui.

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