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Noviello, Napoli081: «Federclubs la nostra famiglia. Il sogno? Vincere qualcosa di importante»

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Esclusiva SampNews24 – La Sampdoria è i suoi tifosi! Continua il nostro cammino tra i club blucerchiati! Oggi scendiamo fino a Napoli per conoscere i simpaticissimi ragazzi del Napoli081

Dal nord al sud Italia per conoscere tutti i clubs blucerchiati sparsi per il territorio: il nostro cammino continua e oggi siamo a Napoli, in compagnia di Giuseppe Noviello, presidente del Sampdoria Club Napoli081. Essere tifosi blucerchiati al sud complica di molto la questione “vivere dal vivo” la Sampdoria, le trasferte sono onerose e impegnative, per questo motivo sembra sempre più necessario creare un’organizzazione che abbia come finalità quella di raccogliere tutti i blucerchiati del centro-sud per agevolare gli spostamenti anche per un fattore economico non indifferente. Questo è uno dei tanti temi di cui ci parla Giuseppe, che ci presenta il Napoli081: «La mia fede blucerchiata nasce, come mi racconta mio padre, da quando avevo circa quattro anni, nel 1982/1983. La Sampdoria all’epoca stava battendo grandi squadre come Inter, Juve e Roma, io mi innamorai letteralmente di quei colori anche se in famiglia erano tutti tifosi del Napoli. Come club siamo in attività da un anno, in via ufficiale, anche se è un paio di anno che come tifosi ci siamo riuniti in occasioni di trasferte e partite. Il lato economico non è da trascurare, io in passato mi muovevo da solo, con il treno per salire a Genova in occasione delle partite, fare qualcosa di gruppo sarebbe non solo più bello, ma anche economicamente più sostenibile. Sul territorio in passato c’erano altre realtà di tifo blucerchiato da cui ci siamo staccati, dandoci un nostro codice etico».

RISPETTO DELL’AVVERSARIO, LA FEDERCLUBS È UNA FAMIGLIA – «Come club siamo dentro alla Federclubs: è una vera e propria famiglia. Sia il Presidente Vassallo, che la Luciana, sono stati sempre disponibili nei nostri confronti per aiutarci con le trasferte, con i biglietti e per darci consigli. Il nostro gruppo è fondato sul rispetto dell’avversario, sull’educazione e la partecipazione. Saliremo in occasione del Derby della Lanterna e siamo già in agitazione. Abbiamo buonissimi rapporti con gli altri club di Genova a cui spesso chiediamo indicazione su come muoverci. Sarebbe bello per noi del centro-sud Italia unirci ancora di più, con coordinamento di area che ci permetta di fare più trasferte possibili a costi ridotti, con un pullman che parta dalla Calabria e raccolga tutti i tifosi blucerchiati: è difficile, perché ci sono tante cose da valutare, ma per noi è una sfida da vincere. Essere allo stadio, in Gradinata Sud, seppur il nostro striscione venga sempre affisso nei distinti dai nostri amici su a Genova, è tutta un’altra cosa. Per questo più trasferte riusciamo a fare più siamo contenti di vivere la Sampdoria tutti assieme».
COME SI VIVE LA RIVALITA’ CON IL NAPOLI – Abbiamo visto le rivalità al Nord, quelle nel Lazio e ora vediamo com’è il rapporto dei Sampdoriani con i tifosi del Napoli: «Personalmente vivo la rivalità con il Napoli per le due partite che giochiamo contro di loro, per il resto la mia rivalità è con il Genoa. Noi siamo Sampdoriani 365 giorni l’anno, ma non abbiamo mai avuto problemi con i tifosi del Napoli. Ovviamente il “cretino” che ti fa la battuta lo trovi da tutte le parti, ma è più facile trovare il tifoso che ti chieda come mai tifi Sampdoria, piuttosto che quello che cerchi lo scontro. Quest’anno siamo contenti di quello che sta facendo la Sampdoria, ovviamente c’è sempre la paura che a giugno tutti i ragazzi di belle speranze vengano venduti, ma se così non dovesse accadere ne saremmo molto contenti. La speranza è quella di vedere la Sampdoria vincere, alzare trofei importanti, come nei tempi di Paolo Mantovani. I tifosi blucerchiati se lo meritano, hanno uno stile che dovrebbe essere esportato in tutte le tifoserie del mondo. Ci meritiamo di vincere qualcosa di importante. Adesso intanto pensiamo a vincere il Derby: è una partita che porta sempre agitazione. Non conta essere favoriti, nessuno è favorito al derby. Anzi la storia ci ha insegnato che, spesso, chi sulla carta ha meno possibilità di vincere tira fuori la prestazione della vita. Il derby è come una partita fuori dal tempo, fuori dal campionato, la si vive veramente in maniera diversa. Non vedi l’ora di essere in gradinata. Non vedi l’ora che arrivi».

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