Pagelle Sassuolo-Samp 0-0: Viviano giganteggia, Krsticic e Ranocchia ingenui

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Viviano 8 – Alla fine del primo tempo, sembra incamminato verso una buona gara. A metà secondo tempo, ha portato a casa qualcosa in più della classica pagnotta. Con il rigore parato a Berardi, si raggiungono livelli di santità assoluta. Ci sono partite che definiscono la carriera di un giocatore con una determinata maglia: può darsi che questo pomeriggio emiliano abbia avuto quel valore per Viviano.

Diakité 5 – Dei tre di difesa rimasti in campo fino alla fine, è quello che va più in difficoltà. Già i suoi piedi non sono i migliori per la costruzione del gioco, poi il mismatch con Sansone è impietoso. Meno male che il Sassuolo non ne approfitta lungo tutto l’arco della gara.

Ranocchia 4 – Certe ingenuità devono esser punite severamente. Inutile pensare se tornerà o meno all’Inter, se Conte lo prenderà in considerazione per Euro 2016. Se si prendono due gialli in dieci minuti per lo stesso identico errore, è il caso di ripensare un attimo all’intera questione. Dopo due mesi con la Samp, certe ingenuità non si possono (e non si devono) più commettere.

Cassani 6 – Nel terzetto di difesa, si trova a suo agio. Poi Berardi allontana di molto il suo raggio d’azione e lui si trova più a coprire le discese di Vrsaljko che il numero 25 neroverde.

De Silvestri 6 – Benino, ma nei primi 25 minuti potrebbe fare qualcosa in più. Certo, per 60 minuti è l’unico blucerchiato che ha tirato verso la porta avversaria, ma ci sono poche discese offensive. Con l’espulsione di Ranocchia, diventa terzino e salva pure il risultato in un’occasione.

Fernando 5 – Servirebbero fantasia, creazione, capacità di impostare il gioco. Purtroppo Fernando oggi c’è: proprio quando servirebbe maggiormente (specie in inferiorità numerica), il brasiliano non c’è. Nessuno spunto degno di nota, neanche sull’unica occasione su calcio piazzato: gli avversari lo sovrastano.

Barreto 5 – A differenza di Fernando, il suo compito è diverso. Ciò nonostante, non riesce a essere il frangiflutti che dovrebbe rappresentare per Montella. In più rischia un autogol che avrebbe del ridicolo, ma il palo lo aiuta e salva il paraguayano da un momento che la Gialappa’s avrebbe riproposto per settimane.

Dodô 6 – Ha il merito di farsi apprezzare nelle due sgroppate che fa in tutta la gara: fa ammonire prima Cannavaro e poi Pellegrini. Il problema è che è tutto lì: un po’ perché la Samp arretra il baricentro (e lui torna momentaneamente terzino), un po’ perché la fase difensiva non è il suo forte e soffre nel finale il 4-2-4 del Sassuolo.

Soriano 4.5 – Siamo allo stesso discorso di Fernando, moltiplicato per due. Perché nel 3-4-2-1 il ruolo dei trequartisti è fondamentale per creare gioco. Se Correa almeno ogni tanto partecipa alla manovra, Soriano è totalmente invisibile sul prato di Reggio Emilia. Normale che Montella a un certo punto decida di toglierlo per coprirsi un po’ (dal 13′ s.t. Krsticic 4.5 – Fino al minuto 88, gioca una gara discreta. Aiuta Fernando e Barreto a tenere unito il centrocampo, prova persino la conclusione con il destro. Non malvagio, insomma. Poi il serbo decide di giocarsi quella credibilità riguagnata negli ultimi tempi stendendo Berardi in piena area di rigore, con il 25 neroverde diretto verso il fondo. Una follia assoluta, come quella di Ranocchia: non giustificabile).

Correa 5.5 – Qualche spunto, alcune serpentine, un paio di passaggi interessanti. Le premesse sono buone, ma predica nel deserto e dopo 25 minuti la Samp rimane in 10. A quel punto, la sua presenza in campo ha un senso limitato e Montella lo sacrifica per risistemare la difesa a tre (dal 1′ s.t. Silvestre 5.5 – Potrebbe fare di meglio. Forse arruginito per le poche presenze di quest’anno, è arcigno come al solito, ma ci sono un paio di volte in cui lascia Trotta solissimo. La fortuna vuole che l’attaccante del Sassuolo si divori le occasioni che gli capitano).

Muriel 6 – La sufficienza gli va data in proporzione a quanti pochi palloni vede nell’arco della gara e l’uso che ne riesce a farne. Sono praticamente tre: in due occasioni ridicolizza Vrsaljko e Cannavaro, andando prima al cross e poi al tiro. Nella terza cincischia un po’ troppo, ma giocare da prima punta (ruolo a lui non congeniale: ormai s’è capito) e con la squadra con il baricentro così arretrato non era facile. A fine gara, sarà comunque uno degli unici due doriani che hanno tirato verso la porta di Consigli in tutta la gara… (dal 27′ s.t. Quagliarella 6 – Solita utilità: si guadagna falli e alza un po’ la squadra. Ogni tanto si vede che vorrebbe provare la soluzione folle, poi capisce che non è l’occasione giusta).

Sassuolo (4-3-3): Consigli 6; Vrsaljko 6.5, Cannavaro 6, Acerbi 6.5, Peluso 6; Biondini 5.5 (dal 36′ p.t. Duncan 6), Magnanelli 6.5, Pellegrini 6.5 (dal 31′ s.t. Falcinelli s.v.); Berardi 5, Defrel 6 (dal 30′ p.t. Trotta 5), Sansone 6.5.