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Pagliuca ed il ricordo del glorioso passato a Genova: «Ogni anno alzavamo un trofeo, è stato meraviglioso»

Pagliuca, l’ex portiere ha ripercorso gli anni straordinari vissuti in blucerchiato: dai trofei conquistati al legame con i compagni
Gianluca Pagliuca ha riaperto il cassetto dei ricordi e ha raccontato con emozione il suo passato alla Sampdoria, club con cui ha vissuto alcune delle pagine più gloriose della storia blucerchiata. Intervenuto a Radio TV Serie A, l’ex portiere ha ripercorso gli anni in cui la squadra genovese era stabilmente ai vertici del calcio italiano ed europeo, sottolineando il valore dei trofei conquistati e soprattutto la forza di uno spogliatoio diventato leggendario.
Le parole dell’ex numero uno restituiscono bene il peso di quell’epoca, in cui la Sampdoria riuscì a costruire un ciclo straordinario. Pagliuca ha ricordato i successi in Coppa Italia, la vittoria della Coppa delle Coppe, lo scudetto e anche la finale di Coppa dei Campioni persa a Wembley contro il Barcellona nel 1992. Un percorso che, nel suo racconto, viene legato non soltanto ai risultati ma anche alla qualità umana di quel gruppo.
Pagliuca Sampdoria, i trofei e gli anni irripetibili in blucerchiato
Nel suo intervento, l’ex portiere ha spiegato quanto fosse speciale far parte di quella squadra e quanto fosse naturale, in quegli anni, abituarsi a lottare sempre per qualcosa di importante.
TRIONFI – «Ho cominciato a giocare io da titolare alla Sampdoria e abbiamo vinto due volte la Coppa Italia, Coppa delle Coppe, scudetto, finale di Coppa Campioni persa a Wembley con il Barcellona nel 92 ma ogni anno alzavamo un trofeo, è stato meraviglioso».
GRUPPO – «Ho avuto compagni meravigliosi, il povero Gianluca Vialli, Roberto Mancini, Pietro Vierchowod, dei compagni e amici veramente un gruppo fantastico».
SPOGLIATOIO – «Ogni tanto capitava la lite, la discussione, la scazzottata, che è successa anche ma il giorno dopo si resettava e si tornava sul campo a combattere».
Parole che spiegano bene la forza caratteriale di quella Sampdoria: un gruppo vero, acceso, competitivo, ma sempre capace di ricompattarsi con un solo obiettivo, quello di lottare insieme. Ed è probabilmente anche per questo che quella squadra è rimasta così profondamente nella memoria dei tifosi blucerchiati.