Pastore: «Il calcio vuole storie, il digitale è nuovo»
Hanno Detto

Pastore sul proprio mestiere: «Il calcio ha bisogno di storie, il digitale ha creato un nuovo modo di raccontarle»

Pastore ha raccontato il suo rapporto con il calcio, l’evoluzione dell’informazione sportiva e il valore della memoria storica per interpretare il presente

Giuseppe Pastore, giornalista e volto di Cronache di Spogliatoio, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di CalcioNews24 per raccontare il suo modo di vivere il calcio e il cambiamento del giornalismo sportivo negli ultimi anni.

Dalla nascita dei nuovi format digitali alla necessità di recuperare la memoria storica dello sport, il noto giornalista sportivo ha analizzato il rapporto tra contenuti, pubblico e nuove piattaforme, spiegando come il racconto calcistico possa ancora coinvolgere anche le generazioni più giovani attraverso approfondimento e qualità.

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Pastore sul progetto di Cronache di Spogliatoio

CRONACHE DI SPOGLIATOIO – «Secondo me tutto nasce dall’esistenza di un vuoto. La maggior parte dei programmi televisivi tradizionali è rivolta a un pubblico più adulto, spesso dai 45 anni in su. Anche l’età media di chi guarda la televisione è sempre più alta. Il mondo YouTube e quello dei social, invece, hanno un pubblico molto più giovane. L’idea di Cronache di Spogliatoio non nasce da me: sono stato coinvolto alcuni anni fa, ma il progetto nasce dalla visione di Giulio Incagli e Stefano Bagnasco, che hanno intuito prima di altri le potenzialità giornalistiche di questo mondo. Di pagine calcistiche sui social ce ne sono sempre state tante, soprattutto legate all’intrattenimento e ai meme. La vera differenza è stata creare qualcosa di alternativo ai grandi broadcaster, costruendo una struttura editoriale vera, con una redazione, tempi, turni e un’organizzazione».

APPROFONDIMENTO – «Essere alternativi e seguire strade diverse può essere anche un vantaggio, perché quando una strada è libera si riesce a correre meglio. Certamente oggi è più difficile perché viviamo in un’epoca dominata dalla velocità. Il mio vantaggio è sapere dove cercare le risposte. Non sono più un ragazzino, ho quasi 41 anni, e so dove trovare storie, biografie, articoli, libri, archivi e documenti. YouTube stesso è una risorsa incredibile e spesso sottovalutata: permette di trovare tantissime storie e chiavi di lettura originali. Poi ci sono gli archivi dei giornali, i database statistici e tutti gli strumenti che oggi abbiamo a disposizione».

STORIA – «Non bisogna pensare che il pubblico non sia interessato alle cose complesse. Io ho scoperto con grande soddisfazione che se racconti una storia difficile spiegandola bene, con chiarezza, il pubblico risponde. Raccontare i Mondiali degli anni ’30, per esempio, significa parlare anche di politica, cultura e società. Sono storie che vanno oltre il calcio e proprio per questo possono coinvolgere. La velocità resta fondamentale nel nostro lavoro, ma l’obiettivo è riuscire a fare le cose bene in tempi rapidi. La conoscenza serve proprio a questo: sapere dove trovare le informazioni permette di essere veloci senza rinunciare alla qualità».

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