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Pellegrini e i ricordi non rivelati: «Dall’abbraccio con Vierchowod, a Vialli e Boskov»

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Sono ancora tanti i ricordi non raccontati da Luca Pellegrini: alcuni aneddoti del capitano della Sampdoria dello Scudetto

Sono ancora tanti i ricordi non svelati da Luca Pellegrini, capitano della Sampdoria dello Scudetto. Tanti da poter riempire un altro libro, come precisa a Il Secolo XIX. L’intervista completa.

RICORDI NON DETTI – «Se potessi schiacciare il fatidico pulsante, eccome se tornerei indietro. Cambiando ovviamente solo il finale. Che non è stato bello e ho scritto come sono andati i fatti. Quando ci si confrontava sul titolo del libro, mi hanno proposto “le cose mai raccontate” e ho detto di no, meglio ile cose mai dette. Con Pietro, grandissimo difensore e grande “bastian contrario”, non mi parlavo a causa di un articolo di giornale che aveva seminato zizzania tra noi. Partita di San Siro con l’Inter, decisiva per lo scudetto. Vialli segna il 2-0, tutti e due siamo a metà campo a cinque metri di distanza, la gioia è stata più forte del carattere, ci siamo abbracciati, di slancio. Per poi subito dopo recuperare la distanza. Sul pullman, tornando a Genova, quell’abbraccio era stato l’argomento del viaggio. O di quando,  l’anno dopo lo scudetto, rifanno gli spogliatoi a Bogliasco. A forma di Senato: cinque posti in mezzo, potete indovinare di chi, e gli altri intorno a semicerchio. O di quella volta che  ́Vialli, tornando dalla Nazionale di Sacchi, disse a Boskov che bisogna mettere un po di organizzazione nel gioco. E lui, “Si Luca”. Ma l’organizzazione provava a darla solo quando si perdeva. Quando si vinceva si tornava all’antico, iniziative individuali. E in quel periodo si vinceva spesso…».