Pradè: «La Sampdoria non è una provinciale. Torreira resta»

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Daniele Pradè tra obiettivi, derby e calciomercato: le dichiarazioni del dirigente della Sampdoria

Un avvio di stagione grandioso, quello della Sampdoria, che fin qui ha racimolato 20 punti e ha consolidato il suo sesto posto in classifica. Anche Daniele Pradè, intervenuto ai microfoni di Primocanale, non può che essere entusiasta del lavoro svolto finora: «I record sono bellissimi da battere, perché restano. Sarà il record di Giampaolo, dei calciatori, ma anche di noi dirigenti. Obiettivi? Noi giochiamo gara per gara, senza troppe programmazioni». Totale disaccordo, sul fatto che la Sampdoria talvolta dimostri ancora mentalità da provinciale: «In due stagioni che sono qui, vi posso garantire che la Samp non ha mai ragionato da provinciale. Siamo andati a giocarcela sempre – ha chiarito Pradè – in ogni gara e in qualsiasi stadio». Sabato c’è il derby contro il Genoa e, anche se la classifica può ingannare, non bisognerà sottovalutare gli avversari: «Penso di essere abbastanza esperto, ho a curriculum i due giocati a Genova e altri 23 a Roma: posso dire che il derby è una partita a sé e tutto può succedere. Tanta concentrazione e consapevolezza: da giovedì sono sicuro che sarà un’altra squadra, più attenta ai particolari e più sulle spine. Siamo una squadra fantastica – ha proseguito il dirigente blucerchiato -, dei professionisti seri, un mix giusto tra tecnici, giocatori, dirigenza, presidente e pubblico. C’è l’alchimia giusta, i tifosi devono essere orgogliosi della Sampdoria».

La classifica sarebbe ancora più bella, se non fossero capitati due incidenti di percorso: «A Verona siamo stati sfortunati, anche se la prestazione non è stata brillante, ma a Udine sono stati gli episodi a decidere il match. Quelle due gare ci potevano far fare il salto di qualità, invece perdere con l’Inter ci può stare per tante ragioni, a partire dal fatturato e dalle spese sul mercato. Comunque – precisa -, se avessimo giocato ancora dieci minuti, a Milano avremmo vinto 4-3. Riuscire a passare quelle partite e rimettersi subito in moto, come contro Atalanta e Chievo, è sintomo di grande mentalità». Quando gli viene chiesto se firmerebbe per la classifica attuale al termine della stagione, Pradè non esita a rispondere: «Siamo in Europa, quindi come farei a non firmare? I primi a vedere che la squadra è forte non siamo noi, ma i giocatori stessi: se loro dicono che siamo da Europa, siamo contenti, ma noi dirigenti dobbiamo rimanere con i piedi per terra. La Coppa Italia? Io posso dire che è una manifestazione bellissima e noi daremo il massimo in senso assoluto, ci teniamo tanto».

Il Responsabile dell’Area Tecnica blucerchiata passa poi a questioni di calciomercato, partendo dalla presunta offerta dell’Atletico Madrid per Lucas Torreira: «Nulla di vero, ve lo garantisco. Sono molto amico di Simeone e del direttore sportivo: non ci hanno mai detto niente su di lui. Non abbiamo dubbi che Lucas sia fortissimo e sarà certamente richiesto, ma il presidente è stato chiaro e vogliamo essere competitivi. Facendo gli scongiuri per infortuni e quant’altro – spiega Pradè – a gennaio useremo il mercato solo per le uscite dei giocatori che non saranno soddisfatti della propria situazione». I risultati della Sampdoria in queste prime giornate sono in gran parte frutto del lavoro dell’allenatore: «Giampaolo ha soltanto margini di miglioramento, intendo dal punto di vista tecnico della squadra. Lui è tatticamente perfetto, poi i cali fisici ci possono stare. Futuro? Noi col mister abbiamo un rapporto talmente bello che ci diciamo tutto. Sono convinto che qui abbia trovato la società giusta, poi non posso essere nella sua testa e sapere cosa sta pensando. Lui è un uomo leale e so che qua sta benissimo». Il contratto di Pradè è in scadenza, ma lui non è preoccupato per una sua permanenza a Genova: «Per noi dirigenti conta poco e niente il contratto – conclude -, quella che conta è la proprietà».