Puggioni: «I ragazzi sono cresciuti e questa è una buona base per il 2017»

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Tempo di bilanci per Christian Puggioni, nuovamente titolare nella gara contro l’Udinese terminata con il risultato di 0-0. Si chiude il 2016 con un pareggio tra le mura di casa e si guarda con autostima al prossimo anno e all’impegno contro il Napoli

La Sampdoria chiude il suo 2016 con un pareggio fermo sullo 0-0 che regala un punto contro l’Udinese del Delneri. Non una bella partita, priva di emozioni, partita che ha impegnato poco i due estremi difensori sia della Sampdoria che dell’Udinese. Per quanto riguarda Puggioni, chiude il suo anno con la titolarità e senza essere stato battuti negli ultimi novanta minuti di gioco.
PUGGIONI COMMENTA SAMPDORIA – UDINESE IN ZONA MISTA – Intervenuto ai microfoni della stampa Christian Puggioni, racconta Sampdoria – Udinese: «Le squadre quando vengono a Marassi tendono a compattare gli spazi e a mettere undici uomini dietro la palla: questo è un buon segno, significa che ci rispettano. Abbiamo una squadra tra le più giovani e stiamo facendo molto bene» esordisce. «Oggi a parte il fatto di aver concesso qualche palla lunga di troppo e qualche ripartenza a una squadra come quella di Delneri, che è costruita per fare il contropiede, credo che la Sampdoria abbia fatto una partita gagliarda. Il problema è trovare gli spazi quando ti trovi davanti un avversario ostico e chiuso. Cosa manca a questa squadra? Nel lungo periodo, alle fine le cose buone e quelle meno buone si equivarranno. I ragazzi sono cresciuti e il valore è l’autostima che abbiamo raggiunto sono una base ottima per il prossimo anno».
TITOLARITA’ E BILANCIO DI FINE ANNO  – Per Puggioni è tempo di fare un bilancio dopo tante partite da titolare al posto di Emiliano Viviano: «Sono un professionista che lavora sodo per essere a disposizione e dare il proprio contributo. Domenica purtroppo non ero al meglio e qualcosa ho pagato. Ho fatto una scelta sbagliata, ma un errore tecnico può capitare. L’importante è l’onestà e la voglia con cui si lavora».