Quagliarella commosso: «Samp e Genoa unite nel dolore. Genova soffre, ma reagisce»

Quagliarella Sampdoria
© foto Mg Genova 02/09/2018 - campionato di calcio serie A / Sampdoria-Napoli / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Fabio Quagliarella

Quagliarella ricorda la tragedia che ha sconvolto Genova: «Quando l’ho saputo mi si è gelato il sangue. La città reagirà e noi la aiuteremo»

È passato un mese esatto dal crollo di Ponte Morandi, ma per Genova e per i genovesi è come se la tragedia che ha colpito al cuore il capoluogo ligure fosse successa ieri. Troppo vivido il ricordo della disperazione delle famiglie e dei disagi che questa situazione ha arrecato alla città, anche per chi a Genova vive e da Genova è stato adottato come il capitano blucerchiato Fabio Quagliarella: «Mi si è gelato il sangue. Ero a casa e all’improvviso mi arriva sul cellulare un messaggio relativo al crollo – racconta il numero 27 doriano ai microfoni di Sky Sport, poi è passato qualche minuto e ho messo a fuoco tutto. Resti incredulo, non fare più quel tratto di strada fa impressione. Quando ci passi, che tu lo veda da vicino o da lontano, fa un effetto pazzesco. Noi giocatori siamo sotto i riflettori, ci guardano e soprattutto in questo momento rappresentiamo la città di Genova in tutto il mondo. Dobbiamo essere i primi a far capire che la città sta soffrendo ma reagisce sempre, ha già reagito».

Sampdoria e Genoa hanno cercato di far sentire la loro vicinanza alle famiglie delle vittime e agli sfollati con iniziative volte a ricavare fondi e con la partecipazione ai funerali delle persone decedute nel crollo del ponte, una vicinanza che ha unito i colori rossoblucerchiati, rappresentati dai due capitani, appunto Quagliarella e Domenico Criscito: «Io e Mimmo siamo amici, a prescindere dal ruolo di capitano della rispettiva squadra. Quando siamo arrivati ai funerali è stato naturale venirsi incontro, ci siamo salutati e nel tragitto parlavamo di quello che potevamo fare. In quel momento lì non c’era né la Samp né il Genoa, eravamo uniti nel dolore. Due capitani napoletani per una città che con Napoli ha molto a che vedere? Sì, sono due città molto simili. Io adoro Genova, sono due città che si somigliano e sanno reagire alle difficoltà. Bisogna venire a Genova, ha tante particolarità e tanti posti stupendi da scoprire».

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