Ramirez innamorato della Samp: «Qui è tutto bellissimo»

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Ramirez traccia un bilancio dei primi mesi in blucerchiato: «Alla Sampdoria è tutto bello. Giampaolo è il massimo, Ferrero è uno di noi»

A Bologna ha lasciato un ottimo ricordo, ma domani pomeriggio tornerà da avversario, con la maglia della Sampdoria, per cercare di strappare i tre punti agli emiliani e continuare a sognare grandi traguardi in blucerchiato. Gaston Ramirez, però, tiene a precisare che il suo rapporto con la città e con i tifosi rossoblù è sempre stato ottimo: «Bologna è Bologna, sa aspettarti. Sono arrivato lì che ero un giocatore forte in prospettiva, dovevo crescere in un calcio difficile e mi hanno dato il tempo necessario senza mettermi pressioni addosso. A Bologna sono diventato il vero Ramirez». Eppure, c’è chi lo accusa di aver chiesto la cessione in un momento difficile per il club, un’accusa che il numero 90 doriano rigetta: «Calma. Mi hanno mandato via. E le polemiche e i veleni non erano di sicuro legati a Bologna. Io stavo andando bene, i tifosi erano tutti con me, perché avrei dovuto chiedere di essere ceduto? La verità è che Guaraldi doveva e voleva vendere qualcuno perché la società aveva bisogno di soldi per andare avanti».

Si passa poi a parlare della seconda vita in Italia: «Con la Sampdoria ci siamo scelti. Io l’ho voluta dopo essermi informato su come lavorava Giampaolo e devo dire che dopo averlo visto all’opera è il massimo per un calciatore. È impressionante per come prepara le partite e cura i dettagli, è un allenatore che con il lavoro fa la differenza. A me ha dato anche tanta fiducia. La consapevolezza di sapere che quando sto bene fisicamente mi tiene in considerazione, mi dà serenità. A Genova sono tornato a essere felice sia dentro che fuori dal campo anche per l’ambiente, per la città: qui è tutto bellissimo», ha ammesso il trequartista ai taccuini de Il Corriere di Bologna. Inevitabile poi una digressione sul presidente Ferrero, che ha deciso di riportare in Serie A il l’uruguayano: «Uno guarda la televisione e l’idea che si fa di Ferrero è che sia sempre allegro, ma il presidente è uno che guarda avanti, che aiuta la squadra, che la carica e le consente sempre di dare il massimo. Ferrero ti coinvolge e ti trascina con la sua simpatia, gode quando vince e soffre da morire quando la Samp perde. È uno di noi sempre – ricorda Ramirez – nel bene e nel male». Infine, una promessa. A chi al “Dall’Ara” si aspetta di trovare una squadra appagata dalle vittorie contro Genoa e Juventus, Ramirez risponde immediatamente: «No, troverà una Samp con tanta fame».