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Ranieri: «Superlega è un errore. Juventus e Milan? Voglio dirgli questo»

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Claudio Ranieri fa il punto sulla Superlega e sul movimento del calcio in Europa: le parole del tecnico della Sampdoria alla Gazzetta dello Sport

Claudio Ranieri non ci sta. Il tecnico della Sampdoria, in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport e su Il Secolo XIX, riparte dal concetto di meritocrazia per spiegare il suo punto di vista sulla Superlega.

MERITOCRAZIA – «Sarebbe stata una clamorosa ingiustizia e un insulto ai valori dello sport. Ma scherziamo? Arrivi primo nel campionato più ricco e competitivo del mondo e poi in Europa ti dicono “scusa, non puoi entrare, non hai il curriculum giusto”. Una follia. E un tradimento di uno dei principi fondamentali dello sport: la meritocrazia».

LEGGI FONDAMENTALI – «In Inghilterra hanno ben presente quali siano le leggi fondamentali dello sport. Aggiungo un particolare: la bellezza del calcio risiede nel fatto che il più povero può sempre battere quello più forte. Nelle altre discipline, tranne eccezioni particolari, vince sempre chi ha capacità tecniche superiori».

CALCIO NON NBA – «Altro errore. La NBA è bellissima, ma non è il calcio. E non mi pare un caso che dietro ai sei club della Premier ci siano proprietà straniere. Con padroni inglesi tutto questo non sarebbe successo. Ma vedo che già stanno cambiando idea».

BUCHI DI BILANCIO – «La verità è che questi club hanno buchi di bilancio giganteschi e provano a mettere una toppa in questo modo. Ma non è la soluzione, anche perché se mai questo progetto dovesse decollare, ci sarà la corsa al rialzo: stipendi, commissioni, mercato. Il buco peggiorerà e raggiungerà dimensioni ancora più spaventose. La mia riflessione è questa: se hai gestito male cento lire, che cosa farai quando avrai in tasca un milione?».

SUPERLEGA DA BLOCCARE – «Mi auguro di sì, anche perché hanno le risorse e le legislazioni per bloccare l’operazione».

CLUB ITALIANI – «Mi rivolgo alla Juve, perché Milan e Inter hanno proprietari stranieri: hai costruito la tua storia in Italia, hai 11 milioni di tifosi e non puoi voltare le spalle a tutto questo».

LEICESTER «La stagione di Leicester fu straordinaria non solo dal punto di vista sportivo, ma anche per i risultati ottenuti sul piano dell’integrazione tra le due comunità, inglese e indiana. Il Leicester compattò culture diverse. Il calcio ha un’enorme valenza sociale che non può essere calpestata dalle manie di grandezza di un numero limitato di ricchi incapaci di gestire il loro patrimonio».

KEITA – «È un ragazzo d’oro. È passato attraverso tante vicissitudini per entrare in forma. Vuole dare sempre il massimo, a volte c’è riuscito e a volte no».

ESPERIMENTI – «Con il Verona ho schierato la formazione che ritenevo più funzionale. Poi non è andata come ci aspettavamo e ho cambiato ma non è stata colpa degli interpreti… Altri esperimenti in vista? Non mi piace la parola, se a fine stagione faccio ancora degli esperimenti sarei da ricoverare. Nessuno mi può mai dire chi fare giocare, metto sempre la squadra che ritengo possa farmi vincere».

RINNOVO – «Ultime giornate determineranno il futuro alla Sampdoria dei calciatori? Non ne abbiamo mai discusso con la società per cui mi viene da ridere quando si parla solo del mio contratto, dell’aliquota irpef, di tutte queste cose… invece c’è anche dell’altro».

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