Regini si racconta: «Critiche superate con il lavoro, orgoglioso della fascia da capitano»

Regini sampdoria
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Vasco Regini è il capitano della Sampdoria, indosserà la fascia anche contro il Sassuolo e si racconta partendo da come ha superato le critiche

Vasco Regini è diventato il capitano di questa Sampdoria, targata Marco Giampaolo. Sempre pronto ad adattarsi alle esigenze del campo, Regini passa da essere centrale difensivo, ruolo a lui più congeniale, ad occupare la posizione di terzino sinistro nella difesa a quattro.

CAPITANO ORGOGLIOSO SUL CAMPO – Intervistato da Telenord, Vasco Regini ripercorre questo momento alla Sampdoria, con un accenno al passaggio al Napoli e il rapporto con i compagni arrivati quest’anno alla Sampdoria: «Sicuramente speravo di diventare capitano, non so però se me lo sarei aspettato» esordisce «È stato il mio obiettivo: sono arrivato qui giovane, ma volevo essere protagonista, quest’anno ho avuto la fortuna di diventare capitano e sono molto orgoglioso di questo. Fuori dal campo, comunque, il capitano resta Palombo, l’ho sempre detto: è una persona di riferimento anche se ora scende poco in campo. Cerco di interpretare al meglio il mio ruolo, quando c’è da parlare con il direttore di gara. Dipende da come ti rivolgi a lui: a volte ti manda via a prescindere, ma ci si può far ascoltare».

LE CRITICHE SI SUPERANO CON IL LAVORO – «Sono stato criticato» continua «ma con il lavoro, senza farsi condizione, andando avanti per la propria strada, ne sono uscito. Devi essere bravo ad isolarti, dare il 100% sul campo. La famiglia è molto importante, la mia bambina di due anni è la mia gioia: mi aiutano, quando va male arrivi a casa edhai un modo di tornare a sorridere. Non bisogna comunque mai farsi condizionare dall’esterno: se sei convinto di essere forte, di avere delle qualità, prima o poi vieni fuori». E del periodo a Napoli non si pente: «Con senno di poi lo rifarei, ma di sicuro non è andata bene. Però mi sono allenato con dei campioni ed è un’esperienza che mi ha fatto crescere. Ero contento di tornare alla Sampdoria».

CRITICHE ANCHE TEMPO DI MIHAJLOVIC – Ricordo nitido di un periodo difficile, fu anche il Derby della Lanterna con la sfuriata di Mihajlovic che arrivò andarlo a prendere in campo: «Mister Mihajlovic lo conosco bene, è uno istintivo. In quel momento lì avrebbe voluto strozzarmi, perchè avevo fatto quel fatto obiettivamente stupido. Eravamo arrivati al novantesimo, ero rimasto lungo, addosso a Izzo ed è arrivata questa punizione. Poi mi ha chiesto immediatamente scusa perchè ha avuto una reazione chiaramente esagerata, anche lui lo disse. È finita lì, dopo non c’è stato alcun rimorso, infatti poi quando ci siamo incontrati nuovamente l’ho salutato senza problemi».

ORA GIAMPAOLO E LA SQUADRA – Adesso alla Sampdoria c’è Giampaolo, una squadra di giovani e il Sassuolo come prossimo avversario: «La società ha fatto un ottimo lavoro. Son arrivati giovani forti: c’è chi è pronto subito, chi ha bisogno di qualche mese in più per essere al cento per cento, ma hanno grandi qualità, si vede subito in allenamento. Muriel ha un dribbling in velocità che in pochi hanno in questo campionato: se continua come sta facendo può fare una stagione ottima. Abbiamo sempre giocato per l’insieme e siamo sempre andati dietro all’allenatore. Assomiglia un po’ a Sarri a livello tattico e io apprezzo molto questo suo modo di fare calcio. Eravamo in crisi di risultati, più che di prestazioni. Non abbiamo perso la fiducia ed è arrivata la vittoria nel Derby. Ora non dobbiamo sottovalutare il Sassuolo, squadra che negli ultimi anni è stata quella con i migliori progressi. È una squadra con identità e certezze. Hanno avuto diversi infortuni, è vero, ma hanno validi sostituti. Possono giocarsela con tutti e dobbiamo stare attenti».