Rivoluzione Di Francesco: addio alla linea difensiva

Di Francesco Sampdoria
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La prima rivoluzione tattica di Di Francesco sarà in difesa: addio alla cura maniacale dei movimenti per la linea difensiva

L’arrivo di Eusebio Di Francesco sulla panchina della Sampdoria porterà inevitabilmente una ventata di aria fresca, dopo tre anni di gestione targata Marco Giampaolo. La firma del nuovo allenatore è slittata a venerdì, ma le prime richieste sul mercato sono già state avanzate: il nuovo sistema di gioco, il suo classico 4-3-3, richiede veri e propri esterni d’attacco di cui i blucerchiati non sono attualmente forniti, eccezion fatta per Gianluca Caprari e Manolo Gabbiadini. La prima vera rivoluzione tattica, però, avverrà in difesa.

La cura maniacale dei movimenti e dei sincronismi della linea a cui Giampaolo aveva ormai abituato i suoi giocatori e su cui passava intere sedute di allenamento, verrà messa da parte. Ciò non deve automaticamente significare che Di Francesco trascuri la fase difensiva: anzi, i numeri dicono ben altro. Se tre stagioni fa il suo Sassuolo incassò solo 8 gol in più della Samp di Giampaolo, due anni fa, alla Roma, il tecnico abruzzese riuscì a concludere il campionato con ben 32 reti in meno rispetto a quelle subite dal suo collega e conterraneo.

Paragoni da prendere con le molle, chiaramente, per via della qualità dei giocatori a disposizione. Citando proprio Giampaolo, è chi scende in campo che alla fine fa la differenza, per quanti dettami tattici si possano impartire: nella stagione 2017/18, infatti, la coppia centrale giallorossa era formata da due giocatori esperti e di respiro internazionale come Fazio e Manolas, mentre quella blucerchiata da Silvestre e Ferrari. Il compito del nuovo tecnico della Sampdoria sarà quello di valorizzare il più possibile Colley e sfruttare le potenzialità del neo-acquisto Chabot.

Prendendo ad esempio il suo ultimo Sassuolo e quella Roma con cui ha solamente sfiorato la finale di Champions League, Di Francesco predilige un 4-1-4-1 in fase di non possesso, nella propria metà campo. Per rinforzare la linea difensiva, molto vicina a quella mediana, dovrà abbassarsi il play, diventando una sorta di centrale aggiunto, ruolo ricoperto rispettivamente da Magnanelli e De Rossi. Adesso toccherà ad Ekdal, che però non si farà trovare completamente impreparato: durante la scorsa stagione, infatti, Giampaolo aveva chiesto proprio allo svedese di svolgere quel tipo di lavoro e coprire maggiormente lo specchio della porta, dati i ben 60 gol incassati durante l’annata precedente.