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Roma, Mourinho: «Cori non belli. Stankovic non si tocca»

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José Mourinho, allenatore della Roma, ha parlato al termine del match di Serie A vinto contro la Sampdoria: le dichiarazioni

José Mourinho, allenatore della Roma, ha parlato al termine del match di Serie A vinto contro la Sampdoria. Ecco le dichiarazioni rilasciate ai microfoni di DAZN.

VITTORIA – «Soddisfatto? Undici contro undici e zero a zero era una frustrazione. Abbiamo creato gioco e avuto opportunità chiarissime. Ovviamente con l’uomo in meno la Sampdoria era più in difficoltà. Abbiamo segnato e ci è mancata l’ambizione, non abbiamo aumentato l’intensità. Loro si sono avvicinati, senza creare grandi pericoli, ma comunque eravamo sull’1-0 e poteva succedere qualsiasi cosa. Ho fatto i cambi per dare nuova intensità. Quando Dybala è tornato a bucare la profondità abbiamo giocato meglio. Sono tre punti importanti per una squadra che aveva perso punti nelle scorse partite».

WIJNALDUM – «Questo tipo di prestazioni io me le aspetto da Gini. È quello che mi ha soddisfatto di più. Non mi piace personalizzare ma anche Llorente ha giocato bene con Smalling. Ha avuto una evoluzione progressiva, ha aspettato il suo momento. Diego ha fatto una partita che come allenatore mi ha colpito anche di più di Gini».

DIFESA – «Dipende da chi avrò a disposizione, dipende dagli avversari. Io penso sempre a mettere in campo i migliori. Anche quando si parlava di giocare a tre con Celik, io mi sono chiesto se fosse intelligente fare questa mossa e abbiamo ritenuto non fosse il caso. Llorente ha più palla degli altri centrali che sono migliori in altri aspetti di gioco. Lui è quello che dà più uscita alla costruzione di gioco».

CORI CONTRO STANKOVIC – «Non mi deve ringraziare. L’ho fatto per un grande uomo, per un grande amico, ma lo farei anche per chiunque altro. Son stato spesso insultato, ho costruito un muro di protezione. Lui ha fatto sicuramente lo stesso. È un grande uomo. Non è sicuramente un problema per lui. Ha figli, ha famiglia e non è bello quello che è stato detto. I nostri tifosi sono fantastici, ma in quel momento ho pensato che era seguire il mio istinto e mi ha detto di difendere un mio amico. Stankovic non si tocca».

FUTURO – «Io lavoro per la proprietà che era allo stadio e sono contento che siano venuti. Se sono contenti loro per la prestazione io sono felice per loro. Io lavoro per loro».

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