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Ronaldo, 36 e non sentirli. I segreti della sua longevità: ma non è il solo

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Ronaldo, Quagliarella e Ibra dilatano i limiti del calcio italiano, confermandosi campioni senza tempo. CR7 vede la Roma e prende la mira

In Serie A comandano loro. Ronaldo, Ibrahimovic e un gradino sotto Fabio Quagliarella. Over 35 dal glorioso passata ma ancora di belle speranze, perché non sembrano accusare minimamente il logorio del tempo che passa. Cristiano in particolare ieri ha soffiato su 36 candeline, ma continua a fare la differenza come sempre, decisivo ad altissimi livello da poco meno di un ventennio.

Non c’è nessun segreto a supportarlo ma molto duro lavoro e una mentalità vincente, temprata dai successi e dalle sconfitte. Il portoghese gioca per lasciare il segno, si allena per comandare e non tollera nulla al di sotto della perfezione; solo così si può alzare l’asticella verso trofei che altri sognano soltanto. Si è costruito un equilibrio personalissimo tra la vita privata organizzata al dettaglio (dall’alimentazione ai supplementi di lavoro), un metodo di allenamenti su misura in campo e stimoli che si rinnovano in automatico, col passare del tempo.

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