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Sabatini: «Giampaolo è un grande allenatore. Vieira? Che delusione»

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Walter Sabatini, ex direttore sportivo della Sampdoria, ha fatto il punto sul club doriano in vista della prossima stagione

Walter Sabatini, ex direttore sportivo della Sampdoria, ha fatto il punto sul club blucerchiato in vista della prossima stagione. Le sue parole a La Repubblica.

RICORDI SAMPDORIA«Molto bella, una squadra forte che giocava bene. Meno bello dal punto di vista professionale, con i primi accenni di malattia, che mi hanno impegnato molto tempo».

PARTITA PARTICOLARE«Certamente, il 3-0 contro il Napoli, una serata di calcio spettacolare, con la rete di Fabio Quagliarella di tacco al volo e tante giocate di altissimo livello».

GIAMPAOLO«Un grande allenatore, molto legato ai suoi principi di vita e di gioco, ma soprattutto una persona brutalmente onesta ed un uomo superlativo, con qualità rare nel calcio. Ero sempre al campo e ho visto come lavora».

FERRERO«C’era il grande ammortizzatore sociale, Carlo Osti, che trova sempre una soluzione con onestà e buone maniere».

CALCIOMERCATO«Onestamente non feci molto, solo su Ekdal mi ero impuntato. Lo consideravo un presidio fondamentale in mezzo ed un ragazzo straordinario. Lo avevamo preso per quattro soldi, anzi meno, e ha disputato stagioni eccellenti».

VIEIRA«È stata una delusione dal punto di vista tecnico e fisico. Mi è molto dispiaciuto, perché era stato un investimento importante. Ho commesso un errore e mi scuso. Pensavo potesse diventare una mezzala verticale e determinante ed invece è rimasto molto timido, il difetto peggiore per un giocatore. Non affonda, non si fa vedere, non ha la corsa profonda e verticale. Mi assumo tutta la responsabilità di questa scelta sbagliata».

BONAZZOLI – «È già esploso lo scorso anno con 12 gol in una situazione disperata. È fenomenale, dotato di grande sensibilità calcistica. Ha qualità tale da gestire il pallone in qualsiasi situazione dinamica ed un formidabile senso del gol. Ha senso dell’acrobazia e coraggio, in allenamento gli ho visto fare cose sublimi. È una seconda punta senza dubbio, ha bisogno di avere vicino un giocatore che faccia reparto. All’inizio mi ha fatto arrabbiare, ragionava da quarantenne, ma poi si è ripresentato diverso, forte, propositivo, allegro».

AMERICANI«Hanno una cultura diversa e non dobbiamo sentirci conquistati. Investono e portano l’amore per analisi, algoritmi e riunioni fiume. Personalmente sono un solitario, non amo farmi circondare dalle persone ed ancor meno dai numeri. Non dimentico che il calcio è vita, sviluppa rapporti, è fatto di sentimenti. I calciatori sono uomini e quando non ci sono le condizioni giuste non possono esprimersi».

TIFOSI«Sulla forza della tifoseria blucerchiata. Paragono la gradinata Sud al muro giallo del Borussia. È incredibile».

GENOA«Shevchenko aveva chiesto di contattarmi, avrebbe voluto fare affidamento sulla mia esperienza. Ho avuto due incontri, ma ci siamo alzati dalla sedia senza esserci detti niente perché tutti e due sapevamo che non sarebbe andato avanti nulla. E così è stato».

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