Sala si racconta: dalla moquette di Londra alla scommessa con Quagliarella

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© foto Valentina Martini

Sala ringrazia Giampaolo ed elogia Quagliarella. I primi passi con il Chelsea e il Derby della Lanterna alle porte

Momento d’oro per Jacopo Sala. Quindici presenze con la Sampdoria, ultime prestazioni estremamente convincenti e la fiducia del tecnico blucerchiato Marco Giampaolo ampiamente ripagata. Il terzino non fa programmi e si vive il momento: «Siamo molto contenti di dimostrare che siamo una squadra forte, che scende in campo e mette in mostra le proprie qualità. Siamo riusciti a trovare una maturità rispetto al passato molto più importante e ce la giochiamo con tutti fino alla fine. Non voglio dire dove può arrivare questa Sampdoria, voglio dire che è necessario provare a raggiungere traguardi importanti. Si vede ogni domenica la mano del mister. Sappiamo sempre cosa fare, la squadra è compatta, ha idee di gioco ben precise. In passato ho detto che se dovessi guardare due squadre senza nome, saprei dire quale delle due è allenata da Giampaolo. Mi ha sempre dato fiducia e penso che sia quello che serve ad ogni giocatore». 

Il passato al Chelsea, dove Sala ha iniziato a muovere i primi passi: «Mi ricordo la moquette. Il suono che fa quando sei a casa e ci cammini sopra. Non puoi dimenticarlo – continua a forzaitalianfootball.com –. Ero giovane e inizialmente fu difficile. Non parlavo la lingua, avevo 15 anni, ero senza la mia famiglia e amici. Era la mia prima volta lontano da casa. Quando ho iniziato a parlare la lingua è diventato tutto più facile. In questa situazione devi crescere rapidamente, la mentalità è molto diversa da quella italiana. Devi crescere velocemente e raggiungere il livello degli altri giocatori. Mi considero fortunato ad essermi allenato con alcune leggende del Chelsea. Sfondare è molto difficile perché c’erano tanti giocatori di alto livello. Volevo mostrare le mie qualità ed è per questo motivo che me ne sono andato alla fine. Continuo a seguire il Chelsea, è nel mio cuore».

Giocare con un attaccante come Fabio Quagliarella è un’esperienza straordinaria: «Non è solo un capitano, è un leader da seguire. È un professionista che si allena al massimo, conosce bene il suo corpo. Averlo in campo, vederlo segnare di continuo, aiuta la squadra. Lo seguiamo, ci sta trascinando. Si merita quello che gli sta succedendo, si merita la nazionale e gli applausi. Speriamo diventi capocannoniere perché abbiamo una scommessa in ballo con lui». E su Sampdoria-Genoa, partita ormai alle porte Sala puntualizza: «Il derby? Senza nulla togliere al derby di Verona contro il Chievo non penso sia così sentito. A Genova del derby si parla quando ancora non ci sono i calendari. Quello che conta è vincerlo, poi si può anche fare bene in campionato. La prima volta che l’ho giocato ho sentito dentro qualcosa di diverso, qualcosa che difficilmente si esprime a parole. Vincerlo è una sensazione bellissima, perché i tifosi aspettano solo quello per tutto l’anno».