
Silvia Salis, sindaca di Genova, è intervenuta in merito al restyling dello stadio Luigi Ferraris! Le ultime dichiarazioni emerse
Il futuro dello Stadio Ferraris entra nel vivo con il nuovo schema di convenzione analizzato dalla commissione consiliare del Comune di Genova. Tra gli aspetti emersi c’è la gestione degli eventuali lavori realizzati dai privati: in caso di decadenza della concessione per loro inadempimento, l’amministrazione dovrà sostenere i costi delle opere effettuate. La delibera riguarda la concessione del diritto di superficie per 90 anni a chi vincerà la gara per riqualificare e gestire l’impianto. La sindaca di Genova Silvia Salis è intervenuta sulla questione, mentre il voto definitivo in Consiglio è previsto martedì prossimo. Vi riportiamo le dichiarazioni riprese da genova24.it:
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STADIO – «Lo stadio resterà un bene pubblico. È fondamentale sottolineare quale sia l’impostazione di questa amministrazione e non di quella che ci ha preceduto. Tutte queste discussioni non ci sarebbero state vendendolo, anzi, regalandolo ai privati. Nessuno avrebbe potuto mettere bocca su quello che sarebbe successo».
RESPONSABILITA’ – «Mantenere pubblico il Ferraris significa anche assumersi la responsabilità di rigenerarlo e tutelare la città, il quartiere, i tifosi e tutte le associazioni. Tra tutti i benefici ne vorrei sottolineare uno: il Comune avrà a disposizione gratuitamente lo stadio Ferraris per almeno venti giorni all’anno per eventi, e abbiamo tutti negli occhi il successo delle tre serate di Olly di questa estate. Attrarre capitali privati fissando delle regole: questa è l’operazione che stiamo facendo. E credo che il diritto di superficie sia lo strumento principale col quale lo possiamo fare».
GARA PUBBLICA – «Vogliamo una gara pubblica per trasparenza, anche questo non è scontato perché la legge stadi consentirebbe di procedere con un affidamento diretto».
LAVORI – «Chi realizzerà i lavori dovrà assumersi tutta una serie di oneri e obblighi, di gestione e manutenzione, che faranno parte di tutto il pacchetto di responsabilità che si prenderanno prima, durante e dopo i lavori. Mancando queste condizioni, ovviamente il bene poi ritornerà in proprietà pubblica e anche in gestione pubblica. Questa è un’ulteriore garanzia per la città: se chi ha il diritto di superficie non farà quello che gli è stato chiesto, fine del rapporto con la città e col Comune di Genova».