Samp, ascolta Lucchini: «Udine va dimenticata, conto su Quagliarella»

Lucchini Sampdoria
© foto www.imagephotoagency.it

Lucchini traccia la strada per battere l’Atalanta: «Udine va dimenticata. Potrebbe risolverla Quagliarella con una delle sue giocate»

Sampdoria-Atalanta è una sfida che, storicamente, ha raccolto molti ex, passati dalla squadra orobica a quella genovese o, viceversa, che hanno prima militato a Genova e si sono poi trasferiti a Bergmo. E’, quest’ultimo, il caso di uno dei giocatori più amati degli ultimi anni dal tifo blucerciato, Stefano Lucchini. Dopo la clamorosa retrocessione in Serie B il difensore fu lasciato libero dalla proprietà doriana nell’ottica di una rifondazione generale della rosa, e si accasò propria all’Atalanta. Lucchini è stato contattato da Antenna Blu durante la trasmissione Blucerchiati, per dare il proprio parere sulla partita di domenica e per riannodare il nastro dei ricordi, piacevoli e meno piacevoli, della sua carriera in blucerchiato: «Domenica mi aspetto una partita apertissima e sulla carta spettacolare tra due squadre che sanno giocare a calcio per qualità degli interpreti e bravura dei direttori d’orchestra, i due allenatori. Se la sconfitta di Udine peserà? La Samp ha perso male, ma tante situazioni hanno influito, come l’essere restati in 10. I giocatori sanno che bisogna voltare pagina e sono sicuri dei propri mezzi. L’ago della bilancia potrebbe essere spostato da una giocata dei singoli con individualità importanti, come il Papu Gomez e Quagliarella, che sono giocatori in grado di inventare la giocata e risolvere la partita».

Lucchini è stato un giocatore che molto ha dato e molto ha ricevuto dalla Sampdoria, anche se la sua esperienza si è conclusa come peggio non avrebbe potuto, con l’uscita dalla Champions e la conseguente retrocessione: «Contro il Werder siamo passati dalla gioia alla disperazione. Tutto si era messo nel verso giusto, poi quel goal ci ha tagliato le gambe e nei supplementari non ne avevamo più. E’ stato il presagio di un’annata finita con la retrocessione. A fine anno sono stato lasciato libero di andare dove volevo, quando l’anno prima ero considerato un incedibile. Mi aspettavo perlomeno una chiacchierata con il DS, io sarei rimasto». Nonostante l’addio brusco e triste, Lucchini è rimasto nel cuore dei sostenitori blucerchiati: «Qual è la ricetta? Esprimere sul campo tutta la voglia, giocare le partite fino alla fine. Mi è stato riconosciuto che sul campo ho sempre dato tutto per quella maglia, probabilmente è quello che è rimasto di me ai tifosi. E poi, chi mi conosce sa che sono legatissimo alla Sampdoria, mi sento tifoso sampdoriano, oltre che della Cremonese; a Genova ho vissuto l’apice della mia carriera. Tornare alla Sampdoria? Allenarla sarebbe il sogno della mia vita».