
Sampdoria, allenamento dedicato alla gestione del pallone e ai movimenti di squadra: il tecnico cerca nuove soluzioni dopo il ko contro l’Ascoli
La Sampdoria torna a lavorare sul campo dopo la sconfitta per 2-0 contro l’Ascoli. Nella seduta odierna, Luca D’Angelo ha concentrato parte dell’allenamento sul possesso palla e sugli aspetti tattici, due elementi sui quali il nuovo allenatore sta cercando di intervenire. Il lavoro, però, dovrà confrontarsi con le difficoltà emerse nelle prime giornate: appena 8 gol segnati e ben 18 subiti in campionato.
Mister Luca D’Angelo riparte dal possesso palla: il lavoro svolto in allenamento
La seduta odierna della Sampdoria si è aperta con una fase di attivazione, seguita da esercitazioni dedicate al miglioramento del possesso palla. Successivamente, il gruppo ha affrontato una parte di lavoro tattico.
Un programma che permette di individuare alcuni degli aspetti sui quali D’Angelo sta concentrando l’attenzione, pur senza conoscere nel dettaglio le indicazioni impartite durante gli esercizi.
La gestione del pallone è uno dei temi che meritano maggiore attenzione. In diverse occasioni, infatti, la squadra ha faticato a dare continuità alle proprie iniziative, alternando momenti di buona costruzione a fasi nelle quali è risultata meno efficace. Lavorare sul possesso, però, non significa necessariamente cercare di aumentare il numero dei passaggi. Per la Sampdoria conta soprattutto riuscire a utilizzare meglio il pallone, trovare collegamenti tra i reparti e accompagnare con maggiore efficacia le azioni offensive.
Quattro sconfitte nelle ultime sei gare per il Doria: i numeri spiegano le difficoltà!
Il momento dei blucerchiati rimane complicato. Nelle ultime sei partite sono arrivate quattro sconfitte, un pareggio e una vittoria, un rendimento che ha impedito alla squadra di trovare continuità in classifica. Anche il bilancio delle reti evidenzia difficoltà su entrambi i fronti: 8 gol realizzati e 18 incassati.
Il dato offensivo racconta di una formazione che non riesce ancora a sfruttare con regolarità le occasioni costruite. Quello difensivo, invece, suggerisce la necessità di migliorare l’organizzazione collettiva, soprattutto quando gli avversari riescono a superare la prima pressione. Il lavoro tattico può incidere su entrambe le situazioni. Una squadra più corta, capace di mantenere le distanze corrette tra i reparti, può difendere meglio e allo stesso tempo offrire maggiori possibilità di passaggio a chi porta il pallone.
Non si tratta, naturalmente, di problemi risolvibili attraverso una singola seduta. D’Angelo ha ereditato una situazione complessa e sta ancora conoscendo nel dettaglio le caratteristiche del gruppo.
Dal Sudtirol all’Ascoli: i primi due esami di D’Angelo
Le prime due partite della nuova gestione hanno restituito indicazioni differenti. Al Druso di Bolzano, contro il Südtirol, la Sampdoria aveva mostrato una maggiore compattezza, riuscendo anche a portarsi in vantaggio prima di essere raggiunta sull’1-1 dal rigore di Molina nei minuti di recupero. Una prestazione nella quale erano emersi alcuni miglioramenti nell’atteggiamento e nella capacità di restare dentro la partita.
La successiva trasferta contro l’Ascoli, terminata 2-0 per i marchigiani, ha invece riportato in evidenza le difficoltà che accompagnano la squadra dall’inizio del campionato.
Va considerato anche il contesto: due impegni consecutivi lontano da Genova e pochissimi giorni a disposizione del nuovo allenatore per introdurre le proprie idee. Per questo sarebbe prematuro trarre conclusioni definitive sul lavoro di D’Angelo. Le prime partite possono offrire indicazioni, ma non bastano a misurare l’efficacia di un percorso tecnico appena cominciato.
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Sampdoria, soltanto una questione tattica? Anche le caratteristiche della rosa incidono
C’è poi una domanda che merita una riflessione: quanto delle difficoltà della Sampdoria dipende dall’organizzazione di gioco e quanto, invece, dalle caratteristiche dei calciatori disponibili? La risposta difficilmente può essere ricondotta a un solo fattore.
Un allenatore può migliorare i movimenti, le distanze e i meccanismi di costruzione. Allo stesso tempo, però, deve trovare soluzioni compatibili con gli interpreti che ha a disposizione.
In attacco, per esempio, la ricerca di maggiore concretezza passa anche dal rendimento dei singoli. Lauritsen non ha ancora trovato la necessaria continuità realizzativa, mentre Tutino sta cercando di recuperare la brillantezza mostrata prima del lungo infortunio. Anche le numerose assenze delle ultime settimane hanno limitato le possibilità di scelta, rendendo più difficile trovare un assetto stabile.
Questo non significa necessariamente che la rosa sia stata costruita male. Significa piuttosto che sarà necessario capire quali combinazioni possano valorizzare meglio i giocatori presenti e se, con il passare delle settimane, emergeranno esigenze specifiche nei diversi reparti.
Il lavoro sul campo servirà anche a chiarire questo punto. D’Angelo sta cercando di dare una struttura più riconoscibile alla Sampdoria, ma il miglioramento dovrà essere accompagnato da risposte individuali e da una maggiore disponibilità di uomini. La seduta dedicata a possesso e tattica si inserisce proprio in questo percorso: costruire automatismi, ridurre gli errori e trovare un equilibrio che finora è mancato. Prima di formulare giudizi sulla qualità complessiva dell’organico, sarà utile vedere come la squadra risponderà a un periodo di lavoro più continuativo con il nuovo allenatore.