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Pedullà: «Ferrero ha spaccato la Sampdoria. E c’è chi lo difende»

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Il giornalista Alfredo Pedullà ha rivolto un duro attacco a Massimo Ferrero per la gestione della Sampdoria: le sue dichiarazioni

Il giornalista Alfredo Pedullà ha rivolto un duro attacco a Massimo Ferrero per la gestione della Sampdoria. Ecco quanto scritto nel suo editoriale.

FERRERO, RANIERI, OSTI, FAGGIANO E POCETTA – «Massimo Ferrero ha una caratteristica che non lo aiuta a essere un presidente coerente. E ha questa predisposizione: rompe il giocattolo anche quando funziona. Ranieri ha tolto la Samp dai guai e da una retrocessione quasi annunciata. Mentre Osti stava andando avanti con il suo lavoro senza voli pindarici e con qualche buona operazione sia in entrata che in uscita. Era quella la strada, soprattutto si avvertiva la necessità di confermare Ranieri, cosa che Ferrero non ha fatto per una legittima richiesta economica che l’allenatore aveva fatto dopo la prodezza di salvare la Samp. C’erano i presupposti per andare avanti, invece ha ritenuto opportuno rompere (ancora) il giocattolo. Osti non era un genio ma aveva garantito professionalità e continuità. Faggiano è un dirigente innamorato del superego, reduce da esperienze negative (l’ultimo Parma, il Genoa), i risultati si sono visti. Se aggiungiamo che il consigliere del club è un agente che studia da dirigente e il rischio è quello di far male entrambe le cose, il quadro è chiarissimo».

SAMPDORIA – «Questa è la Samp oggi, nessuno si offenda. La necessità di una svolta, lo diciamo con schiena scritta e senza avere la necessità di stendere tappeti rossi, nei… secoli dei secoli (amen). Improvvisazione totale, esattamente come sta accadendo con Ferrero in queste ore: contatti o incontri con altri allenatori per poi decidere di andare avanti – almeno per ora – con chi (D’Aversa) ha ormai sfiduciato. A proposito: in tutto questo marasma, Ferrero era all’estero ma non certo per fare acquisti o per rafforzare la Samp. Ma ovviamente chi lo difende a prescindere, nei secoli dei secoli, fa finta di nulla».