Sampdoria-Inter, Giampaolo polemico: «Se vendi i migliori, non puoi pretendere»

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© foto Valentina Martini

Sampdoria-Inter, Giampaolo polemico in conferenza stampa: «L’anno prossimo quanti punti dovremo fare dopo che venderemo i migliori? Non siamo attrezzati per l’Europa League»

Il gol di Perisic e il poker di Icardi firmano la travolgente vittoria dell’Inter contro la Sampdoria. Il tecnico blucerchiato Marco Giampaolo ha parlato così in conferenza stampa nel post-partita: «Probabilmente in queste ultime due partite abbiamo dimostrato di non essere all’altezza del compito, le aspettative sono superiori ai nostri valori, sia tecnici di fisici, caratteriali. In queste ultime due, sottolineo, non siamo stati all’altezza: la Samp le ha perse da squadra “raccattata qua e là”. L’Inter ha fatto una grande partita, ma la Sampdoria ha contribuito. Quando un mese fa dicevo che l’aspetto ludico conta, intendevo esattamente questo: pensate a divertirvi, senza mettere l’obiettivo davanti alla leggerezza mentale. Stiamo arrivando al dunque, e ci sta pesando male. Non lo dico con rassegnazione, lo dico con rabbia e risentimento: oggi era la partita del riscatto, che significa reagire ma non per forza vincere. Siamo sesti da sei mesi e dobbiamo poter essere all’altezza del compito, in questo momento purtroppo sottolineiamo i limiti».

«La sosta arriva al momento giusto? Penso di sì, anche se io rigiocherei domani. Non è che mi devo portare dietro quindici giorni di veleno addosso, ma credo per i giocatori la sosta sia la cosa migliore. Io non penso che il calciatore faccia le cose per far male, magari qualcuno ha un problema personale o altro: io prendo atto di quello che è stata l’espressione di gioco collettivo nelle ultime due partite. Se abbiamo mai avuto un riconoscimento – spiega Giampaolo – è stato quello di essere quadrati, organizzati, collettivi. Nel momento in cui vengono meno queste prerogative, allora viene fuori il valore reale della squadra stessa. Devono capire che si sono costruiti un certo tipo di credibilità grazie al perseguimento di un certo modo di lavorare. L’Inter, presi i giocatori singolarmente, è molto superiore rispetto a noi: il gap lo puoi ridurre giocando insieme, nel momento in cui giochi individualmente la differenza sono 5 gol. Bereszynski? Era un problema fisico, non l’avrei mai tolto. Non stava bene, ma non avevamo alternative lì. Ho dovuto mettere Regini, che magari prenderà qualche critica ma da terzino destro che deve fare? Grazie a lui per avermi dato la disponibilità di giocare in quella posizione e sotto di cinque gol».

«Non penso che sia un limite, c’è un momento in cui devi fare il salto di qualità. Dall’essere adolescente a uomo, se non fai mai questo salto resti sempre nel limbo. Io non ho i favori del pronostico, non siamo costruiti per andare in Europa League perché ci sono tante squadre più forti di noi: mi ritrovo lì a giocarmi questo obiettivo e lo devo fare con leggerezza, lo devo fare sfidandoti, non che mi pesi. Una squadra che fa 40 punti e vende i migliori, l’anno dopo fa 48 punti e vende i migliori, l’anno prossimo quanti punti deve fare? Per me allora è una sfida, per me allenatore e calciatore. L’equazione vendo e miglioro la classifica non esiste, altrimenti viviamo in un altro mondo. Se non capiamo questo – conclude Giampaolo con vena polemica – arriveremo che venderemo ancora i migliori e poi dovremo fare 70 punti».

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