Sampdoria, Nicolini: «Ranieri non si discute. Quagliarella? Insufficiente»

Iscriviti
Coronavirus Nicolini
© foto www.imagephotoagency.it

Nicolini ha fatto il punto sulla Sampdoria in vista del match in trasferta contro il Napoli di Gattuso

Enrico Nicolini, ex calciatore della Sampdoria, ha fatto il punto sulla squadra blucerchiata ai microfoni di Primocanale.

SAMPDORIA MILAN – «Il Milan è capolista, bisogna dare merito anche agli avversari. Il primo goal è stato preso su rigore, la squadra ha avuto un atteggiamento difensivo, è mancata la ripartenza, anche se l’occasione migliore l’ha avuta Tonelli. Nel complesso è stata una discreta Sampdoria, che risente della mancanza di peso in avanti e dello scarso stato di forma di Gabbiadini e questo incide sulla prestazione».

RANIERI – «Per carità, nessuno è immune da colpe, però Mihajlovic ha un punto in più e gli è stato rinnovato il contratto, stessa cosa per Di Francesco del quale si elogia il bel gioco. O la valutazione del lavoro di Ranieri è sbagliata o è sbagliata quella dell’operato di Mihajlovic e Di Francesco».

QUAGLIARELLA – «La prestazione di Quagliarella con il Milan non è stata sufficiente, anche se non è supportato dai compagni, un giocatore del suo livello qualche giocata la deve fare»

AUGELLO –  «Augello da quando si è parlato di Nazionale e di rinnovo è regredito, ad esempio in occasione del goal di Castillejo ha guardato esclusivamente la palla e non l’uomo. Ha compiuto dei passi indietro a livello difensivo».

SILVA –  «Silva non giocava da febbraio, un po’ di tempo bisogna concederglielo. E’ entrato nel momento peggiore, non è stato aiutato dal contesto, non è che la squadra lo abbia aiutato ad inserirsi al meglio».

NAPOLI – «Con il Napoli non mi aspetto grosse sorprese, considerando però che Quagliarella ultimamente è sempre utilizzato e ci saranno due partite nel giro di quattro giorni, di cui la seconda più importante. Le partite vanno giocate tutte, bisogna crederci sempre e comunque, con la speranza che possiamo tornare a vedere la squadra di quel famoso periodo delle tre vittorie in tre partite».