Sampdoria, non sei più tu: i motivi della crisi

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© foto Valentina Martini

Alle origini del male blucerchiato, il problema principale è di testa: la Sampdoria ha avuto paura delle aspettative che ha creato

La Sampdoria, dopo ieri pomeriggio, sembra ufficialmente essere entrata in un periodo di crisi: troppo poco vincere solo in casa con Verona e Udinese nelle ultime 5 partite, perdendo a Milano senza fare mai un tiro in porta e cadendo rovinosamente a Crotone e in casa con l’Inter. Numeri, questi, da squadra di centro classifica, non certo da compagine che sogna l’Europa: i blucerchiati escono sicuramente ridimensionati dalle partite che, a cavallo fra febbraio e marzo, hanno determinato una battuta d’arresto importante nella corsa al sesto posto – distante ormai 6 punti – e che adesso stanno mettendo a serio rischio anche le possibilità di mantenere la settima posizione, condivisa con un’Atalanta in gran forma.

Quali sono i motivi di questo calo? Non tanto fisici: o meglio, lo sono nel senso che Giampaolo ha dovuto fare i conti con tanti infortuni che hanno evidenziato la mancanza di valide alternative ai titolari. Per il resto, però, non c’è una spia della benzina accesa: la Sampdoria corre, ma adesso corre male. L’Inter ha fatto girare i blucerchiati, li ha stancati con il giro palla per poi colpirli. Anche a Crotone la Samp ha corso, ma lo ha fatto non da squadra: proprio questo è quello che sembra mancare adesso, la coesione fra reparti che prima rendeva la Samp una squadra compatta e quadrata, difficile da bucare.

Infine, la condizione mentale, origine della grandissima parte dei mali di questa squadra: se il fattore ambientale poteva essere una soluzione ai problemi della Samp in trasferta, non ultimo a Crotone, la sconfitta netta in casa contro l’Inter evidenzia che non si tratta solo di questo. Quella guidata da Giampaolo è una squadra che se gioca leggera e senza pensieri sa divertirsi e divertire, ma che appena percepisce le pressioni dell’ambiente circostante si scioglie, si impaurisce, si blocca. La Sampdoria ha saputo giocarsi le proprie partite finché il proprio ruolo è stato quello dell’outsider, dell'”intrusa” al banco delle grandi. Una volta legittimate la sua posizione e la sua intromissione, la Sampdoria ha avuto paura di tener fede alle aspettative createsi e a ciò che si era costruita da sè, con il risultato che in questo momento gli uomini di Giampaolo hanno subìto il sorpasso del Milan e potrebbero subire anche quello dell’Atalanta. O l’allenatore doriano troverà una rapida soluzione nel periodo di sosta per motivare i propri giocatori, o l’Europa resterà un miraggio.

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