Sampdoria-Torino, Giampaolo: «Recuperati Quagliarella e Strinic»

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© foto Valentina Martini

Sampdoria-Torino, Giampaolo presenta in conferenza stampa le tematiche legate al match: la situazione della squadra, le insidie degli avversari

Si torna in campo, tra le mura del “Ferraris”, dopo l’intensa settimana che ha visto i blucerchiati ottenere sette punti in tre partite. Il banco di prova contro la Roma, doppio scontro ravvicinato, è stato brillantemente superato, adesso c’è il Torino da affrontare. I granata, dopo il cambio in panchina, hanno ritrovato brillantezza e concretezza nei risultati. Giampaolo, tra le mura della sala stampa del “Mugnaini” di Bogliasco, affronta le tematiche legate al match. Partita da Europa League? Basta parlare di obiettivi, parliamo di competitività: «Penso che le partite difficili, quelle decisive non sono queste, per qualsiasi tipo di obiettivo si lotti. Si giocherà fino alla fine, tutte le partite ti permettono di potertela giocare. L’obiettivo Uefa di cui sento parlare è un esercizio dialettico inutile, non significa niente senza contenuti, senza lavoro, è solo uno sbandierare qualcosa per accontentare qualcuno. Se dobbiamo accontentare qualcuno lo facciamo, ma io sono più per la sostanza che per la forma. Dire “partita Uefa” non significa nulla: bisogna dire che sarà una partita da giocare bene, con coraggio, tutto il resto è “fuffa” a beneficio di qualcuno. Noi veniamo qui per migliorarci e fare il meglio possibile».

Il mercato ha accontentato il tecnico? Giampaolo puntualizza che ci sono aspetti economici e societari che non gli competono: «La società non accontenta me, accontenta se stessa. Non decido io le strategie economiche del club, le posso condividere a bocce ferme. Il mio auspicio era che non si vendesse nessuno e così è stato a parte Puggioni, che comunque è un caso a parte. Lui ha il mio gradimento, ha contribuito a tracciare la strada, nello sviluppare un’idea, è stato un professionista straordinario che ha risposto sempre presente quando chiamato in causa. Questo è un giudizio tecnico, ma sulla cessione c’erano altre situazioni da valutare che non sono di mia competenza. Il fatto che non sia partito nessuno per motivi economici è un bene, ma non è che la società accontenta l’allenatore, accontenta se stessa».

Passando al campo, ci sono dubbi e conferme: «Penso che la squadra abbia attraversato un momento in cui il risultato era più importante del gioco. Quando è tornata al primo posto la leggerezza siamo tornati a vincere, possiamo rimproverarci la sconfitta in casa con il Sassuolo e quella contro il Benevento. Ad oggi la squadra ha fatto risultati straordinari, è lì da tanto tempo al sesto posto, può capitare di sbagliare qualche partita, ma nel giudizio generale ho giocatori che non si risparmiano, ho una squadra tosta nei principi. Ho diversi dubbi per domani, legati ad una non ottima condizione da parte di tanti: sono contento di avere dubbi perchè significa che ho tanti giocatori. Cercherò di sbagliare il meno possibile, Quagliarella e Strinic sono recuperati».

Il Torino, avversario ostico, da non sottovalutare: «Il Torino è forte nelle individualità, probabilmente rispetto al Torino di Mihajlovic sono un po’ più attenti all’avversario, ad una contrapposizione. Mihajlovic era più spregiudicato, schierava i migliori a prescindere. Il Torino ha perso solo quattro partite in questo campionato. È una squadra di qualità, Mazzarri è più attento alla contrapposizione tant’è non so nemmeno  come verrà a giocare qui. Ha giocato troppe poche partite per fare un analisi attenta su Torino, ma i miei calciatori possono trovare le line di gioco perfette a prescindere dalla preparazione della partita».